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Abraham Maslow Brooklyn, 1908 – California, 1970 Psicologo e psicoterapeuta statunitense |
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Le persone psicologicamente sane Nella sua opera Motivazione e personalità (1954-70), Abraham Maslow, uno dei maggiori rappresentanti della psicologia umanistica, presenta una ricerca molto interessante sulla salute psicologica. Dopo aver selezionato diversi soggetti, che oltre ad essere privi di disturbi psichici potevano essere presi come esempio di persone realizzate, ne mette in evidenza le caratteristiche principali. Qui di seguito un elenco di queste caratteristiche con alcuni commenti dello stesso Maslow.
• Percezione efficace della realtà e relazioni confortevoli con essa. Le persone che si autorealizzano distinguono molto più facilmente degli altri ciò che è genuino, concreto e particolare da ciò che è generico, astratto, rubricato. La conseguenza è che essi vivono nel mondo reale della natura più di quanto vivano nel mondo artificiale dei concetti, delle astrazioni, delle aspettative, delle credenze e degli stereotipi, che molti confondono col mondo reale. perciò essi sono molto più adatti a percepire le cose come stanno anziché i loro desideri, le loro speranze, le loro ansie, le loro teorie e le loro credenze o quelle del loro gruppo culturale.
• Accettazione di sé, degli altri e della natura. Le persone che si autorealizzano sono in grado di accettare la loro natura umana secondo lo stile stoico, con tutti i difetti che tale natura presenta, con tutte le differenze dall'immagine ideale che potrebbero avere presente, senza preoccuparsene molto. [...] L'affettazione, l'inganno, l'ipocrisia, la finzione, lo sforzo di impressionare nella maniera convenzionale, tutto questo è assente in tali persone o, almeno, non è presente nel grado ordinario. Poiché tali persone sono in grado di vivere a loro agio anche con i loro difetti, questi finiscono per essere percepiti, soprattutto nell'età matura, non come difetti, ma solo come caratteristiche neutre della persona.
• Spontaneità, semplicità, naturalezza. Le persone che si autorealizzano possono essere descritte come persone relativamente spontanee per il loro comportamento ed ancora più spontanee nella vita interiore, nei pensieri, negl'impulsi, ecc. Il loro comportamento è caratterizzato dalla semplicità, dalla naturalezza e dalla mancanza di artificiosità o di sforzi di affettazione.
• Capacità di cogliere i problemi. Le persone che si autorealizzano in genere sono interessate ai problemi che sono al di fuori di loro. Nella terminologia in uso sono "problemacentrici" e non egocentrici. In genere non si tratta di problemi che nascono in loro, essi non si preoccupano molto di se stessi; in questo differiscono dalle persone insicure, che insistono ad essere introspettive. Sono individui che in genere hanno una qualche missione nella vita, qualche compito da svolgere, qualche problema esterno a cui dedicano la maggior parte delle loro energie.
• Bisogno di solitudine. Le persone che si autorealizzano sono capaci di stare in solitudine, senza risentirne e senza avvilirsi. Anzi, essi amano positivamente la solitudine e la vita appartata molto più di quanto l'amino le persone medie.
• Autonomia; indipendenza dalla cultura e dall'ambiente. Le persone che si autorealizzano sono abbastanza forti da rendersi indipendenti dalla buona opinione delle altre persone ed anche dal loro affetto. Gli onori, la collocazione sociale, le ricompense, la popolarità, il prestigio e l'amore che può venire dagli altri è meno importante dello sviluppo personale e della crescita interiore.
• Capacità di fare valutazioni sempre nuove. Le persone che si autorealizzano dispongono della meravigliosa capacità di apprezzare sempre di nuovo, sempre con nuova freschezza ed ingenuità, i beni fondamentali della vita, mettendo in queste valutazioni rispetto, piacere, meraviglia ed estasi, anche se per altri le stesse cose sono risultate poco interessanti.
• Sentimento comunitario. Le persone che si autorealizzano hanno verso gli esseri umani in generale un profondo sentimento di identificazione, di simpatia e di affetto, nonostante i momenti occasionali di ira, di impazienza o di disgusto.
• Relazioni interpersonali profonde. Le persone che si autorealizzano sono capaci di maggiore fusione, di maggiore amore, di migliore identificazione, di una maggiore riduzione delle barriere dell'ego di quanto la ritengano possibile le altre persone.
• Struttura del carattere democratico. Le persone che si autorealizzano hanno tutti quanti quei caratteri superficiali che sono propri dei democratici; possono essere e sono cordiali con tutti a prescindere dalla classe, dalla cultura, dalle idee politiche, dalla razza o dal colore. Di fatto si ha spesso l'impressione che essi non si accorgano neppure di queste differenze, che per le persone medie sono così evidenti ed importanti.
• Distinzione tra i mezzi ed i fini e tra il bene ed il male. Le persone che si autorealizzano il più
delle volte si comportano come se per esse fosse possibile distinguere
chiaramente i mezzi dai fini. In generale esse guardano ai fini e non si fissano
sui mezzi; essi subordinano chiaramente i mezzi ai fini.
• Umorismo filosofico, senza cattiveria. Le persone che si autorealizzano non
considerano divertente quello che le persone ordinarie considerano divertente,
non ridono quando si fa dell'umorismo maligno provocando il riso di alcuni
mediante l'offesa di altri, quando si fa dell'umorismo superbo, ridendo di ciò
che si ritiene inferiore, o quando si fa dell'umorismo di ribellione
all'autorità.
• Creatività. Le persone che si autorealizzano possiedono in un modo o in un altro uno speciale tipo di creatività, di originalità, di inventiva. [...] È come se questo speciale tipo di creatività, essendo espressione di una personalità sana, si proiettasse sul mondo o toccasse tutte le attività in cui la persona è impegnata.
• Resistenza all'inculturazione. Le persone che si autorealizzano non sono persone molto bene adattate, nel senso che non approvano del tutto la loro cultura e non s'identificano completamente con essa. Questi individui si accordano con la loro cultura in vari modi, ma di essi si può dire che, in un certo senso molto profondo, resistono all'inculturazione e mantengono un certo distacco interno dalla cultura in cui sono immersi.
È importante notare che in conclusione di questa sua
ricerca, Maslow ci tiene a sottolineare che anche le persone sane da lui
esaminate non erano totalmente immuni da tutti quei difetti e quelle debolezze
che, in misura non eccessiva, fanno parte della natura umana (vanità, orgoglio,
freddezza, irritazione, ansie, ecc.).
Editore Armando Editore, 1992
"Motivazione e personalità", scritto nel 1954 e ampiamente riveduto dall'autore nel 1970, è un testo essenziale per comprendere i presupposti teorici e gli obiettivi terapeutici e conoscitivi di uno degli indirizzi centrali della psicologia clinica della personalità, la "psicologia umanistica". Maslow è stato, infatti, tra i fondatori nel 1962 della Società Americana di Psicologia Umanistica. Questo indirizzo è stato considerato negli anni come la "terza forza" della psicologia americana, accanto alla psicoanalisi e al comportamentismo.
Abraham H. Maslow si accostò alla psicologia clinica dopo un periodo intenso di studio sperimentale all'Università del Wisconsin, dove collaborò con gli Harlow a ricerche divenute classiche sulla dominanza nel comportamento sociale e sessuale nei primati. Si occupò, quindi, dei bisogni e della motivazione, introducendo la nota "scala dei bisogni". Altre sue opere rilevanti sono state, Eupsychian management (1965), A theory of metamotivation: the biological rooting of the value ligfe (1967), e Toward a Psichologyof being (1968).
Vedi anche: Salute psichica - Disturbi Psichici - Psicoterapia
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