|
Carl Rogers Chicago, 1902 – San Diego, 1987 Psicologo e psicoterapeuta statunitense Citazioni sulla psicoterapia @Psicoweb |
|
Psicoterapia di consultazione, 1942 Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti.
Punto focale è l'individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l'individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale, sia quelli successivi in maniera più integrata.
Tutti gli altri metodi implicano che l'individuo maturerà, cambierà e sarà in grado di prendere decisioni più sagge dopo la seduta, mentre in questa nuova tecnica è il contatto terapeutico in se stesso che costituisce un'esperienza di maturazione. L'individuo impara a capirsi, a compiere autonomamente delle scelte importanti, ad avere un rapporto valido con un'altra persona in maniera più adulta.
La terapia centrata sul cliente, 1953 La maggior parte degli errori che faccio nelle relazioni interpersonali, la maggior parte dei fallimenti cui sono andato incontro nella mia professione, si possono spiegare col fatto che, per qualche motivo di difesa, mi sono comportato in un modo, mentre in realtà sentivo in un modo del tutto diverso.
Se accetto l'altra persona come qualcosa di rigido, di già diagnosticato e classificato, di già formato dal suo passato, contribuisco a confermare questa ipotesi limitata. Se l'accetto come un processo di divenire, contribuisco, invece, al limite delle mie possibilità, a confermare e a rendere reali le sue potenzialità.
Azzarderei l'ipotesi che, nel momento della relazione, la teoria particolare del terapeuta è poco importante ed anzi, se è presente nella sua coscienza in quel momento, danneggia probabilmente la terapia. Secondo me dunque solamente l'incontro esistenziale è importante: se la teoria occupa il campo della coscienza nel momento immediato della relazione terapeutica, non è in alcun modo utile. Un altro modo di definire questo concetto è che, nella misura in cui pensiamo teoricamente, nel corso della relazione, diventiamo spettatori e non attori, ed è proprio come attori che possiamo essere efficaci.
On Becoming a Person, 1961 Una relazione di "aiuto" potrebbe essere definita come una situazione in cui uno dei partecipanti cerca di favorire, in una o in ambedue le parti, una valorizzazione maggiore delle risorse personali del soggetto ed una maggiore possibilità di espressione.
Sono gli atteggiamenti e i sentimenti del terapeuta, piuttosto che i suoi orientamenti teorici, ad essere importanti nella relazione terapeutica.
Negarsi come persona, e trattare l'altra persona come un oggetto, non ha probabilità di portare alcun aiuto.
Psicoterapia e relazioni umane, 1965 La psicoterapia consiste semplicemente nella liberazione di capacità già presenti allo stato latente. In altri termini, implica che il cliente possegga, potenzialmente, la competenza necessaria alla soluzione dei suoi problemi. Tali punti di vista sono pertanto in netta opposizione alla concezione della terapia come una manipolazione, da parte dello specialista, di un "organismo" più o meno passivo.
I cambiamenti interni di atteggiamento, che avvengono durante il processo terapeutico, si trasformeranno in un comportamento meno difensivo, più sociale, più aperto alla realtà esterna e interna, in un comportamento che dà testimonianza di un sistema di valori più evoluto e più socializzato; in breve, il comportamento manifesterà un'aumentata maturità e le pulsioni infantili avranno sempre meno tendenza ad esprimersi.
Un modo di essere, 1980 Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti.
Sotto qualunque aspetto noi facciamo di una persona un oggetto - sia mediante lo strumento diagnostico o analitico, sia percependolo impersonalmente in una cartella clinica -, non facciamo che ostacolare le nostre finalità terapeutiche: fare di una persona un oggetto si è rivelato utile nel trattamento delle malattie fisiche; non si è dimostrato utile invece con i pazienti psicologici. Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l'altro come una persona con i suoi diritti: Solo allora ha luogo un incontro ad una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine in entrambi, nel cliente come nel terapista.
Nuove idee nella pratica clinica e sociale
In quest'opera, testo fondamentale della terapia non direttiva centrata sul cliente, Rogers cerca di formulare una serie di ipotesi chiare e comprensibili da poter verificare e sperimentare. La tesi fondamentale da lui elaborata è la necessità che il counseling sia condotto dal terapeuta in modo assolutamente non direttivo. Di estremo interesse è la registrazione integrale dal vivo di un intero procedimento di counseling, terminato con successo, con un individuo afflitto da gravi problemi di natura nevrotica. Un ampio commento mette in rilievo i punti essenziali in cui trovano applicazione i procedimenti elaborati da Rogers. "Ci sono molte persone la cui professione consiste nell'avere colloqui con i soggetti che ad esse si rivolgono, per determinare, mediante tali contatti personali e diretti, modificazioni costruttive nel loro atteggiamento. Quale che sia la loro denominazione e il loro ruolo, dallo psicologo all'assistente sociale al consulente matrimoniale, e via dicendo, in questo libro si intende esaminare il modo in cui essi affrontano i problemi dei loro clienti: vale a dire, le tecniche e i metodi di cui si avvalgono ci interessano solo se, dopo il colloquio, il nevrotico, il disadattato, l'eterno indeciso, il fallito o il delinquente riescono ad adattarsi meglio ai loro problemi e incontrano minori difficoltà nel far fronte in modo più costruttivo alla realtà della vita. A tali procedimenti di colloquio si possono dare nomi diversi; spesso vengono definiti globalmente 'counseling'".
Vedi anche: Carl Rogers - Condizioni terapeutiche
|
|
Psicoweb - Avvertenze - Contatti - Torna su
|