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secondo i grandi psicoterapeuti @Psicoweb
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Psicoterapeuti Sigmund Freud - Carl Gustav Jung - Karen Horney - Fritz Perls - Erich Fromm Carl Rogers - Viktor Frankl - Abraham Maslow - Rollo May - Alexander Lowen
Sigmund Freud
Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l'altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l'insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l'oratore trascina con sé l'uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l'uso delle parole nella psicoterapia. Introduzione alla psicoanalisi, 1915/17
Per sciogliere i sintomi diventa indispensabile
risalire fino alla loro origine, rinnovare il conflitto dal quale sono
scaturiti e, con l'aiuto di quelle forze motrici che a suo tempo non
erano disponibili, indirizzarlo verso uno sbocco diverso.
Carl Gustav Jung
Si presume generalmente che il medico curante debba avere una linea di condotta. Ma mi sembra che, specialmente per la psicoterapia, sia consigliabile che il medico non si prefigga una meta troppo precisa. È difficile che egli sappia, meglio della natura e della volontà di vivere della persona malata, ciò che è necessario. Il problema dell'inconscio nella psicologia moderna, 1942
Karen Horney
I conflitti nevrotici non si
risolvono per decisione razionale. I tentativi di soluzione del
nevrotico non sono soltanto inutili, ma dannosi. Però questi conflitti
possono essere risolti cambiando la condizione interna della personalità
che li ha fatti sorgere. Ogni pezzo di lavoro analitico bene eseguito
cambia queste condizioni per il fatto che rende una persona meno debole,
meno timorosa, meno ostile e meno alienata da se stessa e dagli altri.
La formulazione più comprensiva degli scopi terapeutici è lo sforzo per
essere genuini: essere senza pretesti, essere emotivamente sincero,
essere capace di mettere tutto se stesso nei propri sentimenti, nel
proprio lavoro, nelle proprie convinzioni. Ci si può avvicinare a
questo, solo a patto che i conflitti siano risolti.
Non è soltanto il bambino piccolo ad essere plasmabile. Tutti abbiamo la
capacità di cambiare, di cambiare anche in modo sostanziale, finché
viviamo. Questa convinzione è sostenuta dall'esperienza. L'analisi è uno
dei mezzi più potenti per provocare cambiamenti radicali, e meglio
comprendiamo le forze operanti nella nevrosi, maggiore la nostra
possibilità di produrre il cambiamento desiderato.
Fritz Perls
Il paziente non viene a ricordare sé stesso con un
semplice rimescolamento delle carte; egli, piuttosto, "scopre e fa" sé
stesso.
Il terapeuta è simile a ciò che il chimico chiama un catalizzatore, cioè
l'elemento che fa precipitare una reazione, la quale altrimenti avrebbe
potuto non verificarsi. Non è questo elemento a stabilire il tipo di
reazione, dato che essa dipende dalle proprietà reattive intrinseche dei
materiali presenti; e non viene neppure a far parte del composto di cui
favorisce la formazione. Il suo compito si limita a far iniziare il
processo, dal momento che ci sono processi, che, una volta iniziati,
sono autosufficienti e autocatalitici. A nostro avviso, la terapia è uno
di questi processi, in quanto una volta che il medico lo abbia messo in
moto, il paziente lo porta avanti da sé.
Il "caso risolto felicemente" di una terapia non costituisce una
"guarigione" nel senso di rappresentare un prodotto finito, ma con
questa espressione s'intende affermare che il paziente possiede ora quei
mezzi e quegli strumenti che gli consentiranno di affrontare i problemi
ogni volta che se ne presenteranno. Egli è ormai in grado di muoversi
libero dagli strascichi di atti iniziati ma non portati a termine.
Il lavoro del terapeuta non consiste nell'imparare delle cose riguardo
al paziente per poi insegnargliele, bensì insegnare al soggetto come
imparare ciò che concerne se stesso. Questo significa che il paziente
deve diventare direttamente consapevole di come realmente funzioni in
quanto organismo vivente; e questo avviene sulla basa di esperienze
concrete e non verbali.
Erich Fromm
La relazione terapeutica non deve essere un'educata
conversazione o una chiacchiera da salotto, ma deve avere il carattere
dell'immediatezza: L'analista non deve mai mentire, né cercare di
compiacere o impressionare. Deve restare se stesso, il che significa che
deve aver lavorato con se stesso.
Carl Rogers
Vedi: Carl Rogers - Condizioni terapeutiche Carl Rogers - Citazioni sulla psicoterapia
Viktor Frankl fondatore della Logoterapia.
All'analisi esistenziale
intesa come terapia basta e deve bastare il raggiungimento di questa
meta: condurre il paziente al senso della propria responsabilità. Un
passo avanti nella sfera personale delle decisioni concrete non è
ammissibile, e quindi va proscritto. Agendo altrimenti il medico
ritoglie la responsabilità al paziente e la fa ricadere su di sé.
Assunto specifico dell'analisi esistenziale è quello di condurre l'uomo
là dove autonomamente e liberamente, partendo solo dalla propria
responsabilità, consapevole egli giunge a cogliere i propri compiti, e
vede nella vita un significato non anonimo, ma irripetibile e unico.
Per quanto la tecnica e la scienza possano essere inserite nel campo
clinico, è indubitabile che la psicoterapia si basi non tanto sulla
tecnica quanto sull'arte, e non tanto sulla scienza, quanto su una
sapientia.
Abraham Maslow
La
psicoterapia non è una relazione sui generis, dato che alcune delle sue
qualità fondamentali sono presenti in tutte le buone relazioni umane.
Per migliorare una persona sola, alle volte occorrono anni di lavoro
terapeutico ed anche allora l'aspetto principale del miglioramento è che
esso le permette di sforzarsi per tutta la vita di migliorare.
Che cos'è psicopatologico? Tutto ciò che disturba o impedisce
l'autorealizzazione. Che cos'è la psicoterapia ed a che cosa serve? Si
tratta di mezzi che aiutano a ristabilire la persona sulla via
dell'autorealizzazione e dello sviluppo, lungo la linea indicata dalla
natura interiore.
Potrei descrivere l'autorealizzazione come uno sviluppo della
personalità, che libera la persona dai problemi carenziali della
gioventù e dai problemi nevrotici (o infantili, o fantastici, o
innecessari, o "irreali") della vita, tanto da renderla capace di
affrontare, sopportare e combattere i problemi "reali" dell'esistenza.
Rollo May
Maggiore è la salute mentale che un individuo acquisisce, maggiore è la sua capacità di plasmare in maniera creativa gli elementi della vita, e di conseguenza, più adeguato diventa il suo potenziale di libertà. Pertanto il counselor [consulente psicologico] che aiuta gli altri a superare una difficoltà di personalità, li aiuta a diventare più liberi. L'arte del counseling, 1989
Compito del counselor è quello di assistere il cliente nella ricerca del
suo vero sé e poi di aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel sé.
Pochi sono i doni che che una persona può fare a un'altra che eguaglino,
per ricchezza, il dono della comprensione.
Nel processo del counseling noi non forgiamo ex novo e in maniera
globale l'individuo, trasformandolo in un'altra persona; lo sforzo è
volto a liberarlo, permettendogli di essere se stesso. Questo significa
metterlo in grado di iniziare il lavoro di trasformazione della sua
personalità.
È commovente che quasi tutte le persone siano prigioniere di inutili
paure. Le vediamo vivere sotto il peso di fardelli psicologici che le
privano della libertà ancor più delle catene del prigioniero. È un
truismo dire che molti sviluppano soltanto un terzo, o anche meno, delle
loro possibilità. Il counselor deve mirare a liberare coloro che si
rivolgono a lui, in modo che possano sviluppare il loro sé unico e
autonomo e realizzare le proprie potenzialità inutilizzate.
Alexander Lowen
Lottando contro il destino ci
si avvolge solo più profondamente nelle sue spire. Come un animale preso
in una rete, più uno lotta più si lega strettamente. Questo significa
che siamo condannati? Siamo condannati solo se lottiamo contro noi
stessi. La spinta principale data dalla terapia è l'aiuto a smettere di
lottare contro se stessi.
La terapia non è una panacea per le malattie umane; non è la risposta al dilemma umano. Che la maggior parte della gente oggi abbia bisogno di un aiuto per funzionare con un minimo di facilità e di piacere, è una triste conseguenza della nostra cultura, ma è vero. Più una cultura diventa industrializzata e sofisticata, più problemi pone alle persone e più esse hanno bisogno di aiuto semplicemente per affrontare la vita. La terapia è un complemento necessario alla vita moderna, come, sembra, lo sono i sedativi e i tranquillanti. È un segno del "progresso". Ibid.
In un certo senso, ogni terapia che ha successo si conclude con un fallimento. Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti. Sa, tuttavia, che la sua crescita non è terminata e che il processo creativo iniziato in terapia è adesso sotto la sua personale responsabilità. Non termina la terapia camminando su una nuvoletta. Chi lo fa è destinato alla ricaduta. Chi invece rimane con i piedi per terra, ha imparato ad apprezzare la realtà e ha sviluppato un atteggiamento creativo verso i problemi che incontrarà. ha sperimantato la gioia, ma anche il dolore. Se ne va con un senso di auto-realizzazione che comprende il rispetto per la saggezza del suo corpo. ha riguadagnato il suo potenziale creativo. Il piacere. Un approccio creativo alla vita, 1970
Irvin Yalom
Esiste in tutti gli individui un'inclinazione innata
alla crescita e all'autorealizzazione. Il terapeuta non deve fornire
queste qualità ai pazienti (come se potessimo farlo!); deve invece
rimuovere gli ostacoli che bloccano il processo di crescita, e uno dei
modi in cui operiamo in tal senso è cercando di creare un'atmosfera
terapeutica ideale.
I terapeuti e i loro pazienti possono avere visioni differenti riguardo
ai fattori terapeutici significativi, e le differenze stanno in questo:
i pazienti sottolineano sempre l'importanza della relazione e le qualità
umane e personali del terapeuta.
Dal problema alla soluzione: lo psicoterapeuta
indaga
Vedi anche: Domande frequenti sulla psicoterapia
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