La psicoterapia per gli psicoterapeuti @Psicoweb

 

 

 

La Psicoterapia

secondo i grandi psicoterapeuti

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Psicoterapeuti


Sigmund Freud - Carl Gustav Jung - Karen Horney  - Fritz Perls - Erich Fromm

Carl Rogers   - Viktor Frankl  - Abraham Maslow - Rollo May  - Alexander Lowen

Irvin Yalom

 

Sigmund Freud

Sigmund Freud
Friburgo, Moravia (oggi Přibor, Repubblica Ceca) 1856 - Londra 1939
Medico e psicoterapeuta austriaco
Fondatore della psicoanalisi
 

 

Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l'altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l'insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l'oratore trascina con sé l'uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l'uso delle parole nella psicoterapia.

Introduzione alla psicoanalisi, 1915/17

 

Per sciogliere i sintomi diventa indispensabile risalire fino alla loro origine, rinnovare il conflitto dal quale sono scaturiti e, con l'aiuto di quelle forze motrici che a suo tempo non erano disponibili, indirizzarlo verso uno sbocco diverso.
Ibid.

 


 

Carl Gustav Jung

 

Carl Gustav Jung
Kesswil, Svizzera 1875 - Kusnacht, Svizzera 1961
Psichiatra e psicoterapeuta svizzero
Fondatore della Psicologia analitica

 

Si presume generalmente che il medico curante debba avere una linea di condotta. Ma mi sembra che, specialmente per la psicoterapia, sia consigliabile che il medico non si prefigga una meta troppo precisa. È difficile che egli sappia, meglio della natura e della volontà di vivere della persona malata, ciò che è necessario.

Il problema dell'inconscio nella psicologia moderna, 1942

 


 

Karen Horney

Karen Horney
Amburgo 1885 - New York 1952
Medico e psicoterapeuta tedesco tra i maggiori rappresentanti del movimento neo-freudiano

 

I conflitti nevrotici non si risolvono per decisione razionale. I tentativi di soluzione del nevrotico non sono soltanto inutili, ma dannosi. Però questi conflitti possono essere risolti cambiando la condizione interna della personalità che li ha fatti sorgere. Ogni pezzo di lavoro analitico bene eseguito cambia queste condizioni per il fatto che rende una persona meno debole, meno timorosa, meno ostile e meno alienata da se stessa e dagli altri.
I nostri conflitti interni, 1945

 

La formulazione più comprensiva degli scopi terapeutici è lo sforzo per essere genuini: essere senza pretesti, essere emotivamente sincero, essere capace di mettere tutto se stesso nei propri sentimenti, nel proprio lavoro, nelle proprie convinzioni. Ci si può avvicinare a questo, solo a patto che i conflitti siano risolti.
Ibid.

 

Non è soltanto il bambino piccolo ad essere plasmabile. Tutti abbiamo la capacità di cambiare, di cambiare anche in modo sostanziale, finché viviamo. Questa convinzione è sostenuta dall'esperienza. L'analisi è uno dei mezzi più potenti per provocare cambiamenti radicali, e meglio comprendiamo le forze operanti nella nevrosi, maggiore la nostra possibilità di produrre il cambiamento desiderato.
Ibid
.

 


 

Fritz S. Perls

Fritz Perls
Berlino 1893 - Chicago 1970
Medico e psicoterapeuta tedesco
Fondatore della Psicoterapia della Gestalt

 

Il paziente non viene a ricordare sé stesso con un semplice rimescolamento delle carte; egli, piuttosto, "scopre e fa" sé stesso.
La terapia della Gestalt, 1951

 

Il terapeuta è simile a ciò che il chimico chiama un catalizzatore, cioè l'elemento che fa precipitare una reazione, la quale altrimenti avrebbe potuto non verificarsi. Non è questo elemento a stabilire il tipo di reazione, dato che essa dipende dalle proprietà reattive intrinseche dei materiali presenti; e non viene neppure a far parte del composto di cui favorisce la formazione. Il suo compito si limita a far iniziare il processo, dal momento che ci sono processi, che, una volta iniziati, sono autosufficienti e autocatalitici. A nostro avviso, la terapia è uno di questi processi, in quanto una volta che il medico lo abbia messo in moto, il paziente lo porta avanti da sé.
Ibid.

 

Il "caso risolto felicemente" di una terapia non costituisce una "guarigione" nel senso di rappresentare un prodotto finito, ma con questa espressione s'intende affermare che il paziente possiede ora quei mezzi e quegli strumenti che gli consentiranno di affrontare i problemi ogni volta che se ne presenteranno. Egli è ormai in grado di muoversi libero dagli strascichi di atti iniziati ma non portati a termine.
Ibid.

 

Il lavoro del terapeuta non consiste nell'imparare delle cose riguardo al paziente per poi insegnargliele, bensì insegnare al soggetto come imparare ciò che concerne se stesso. Questo significa che il paziente deve diventare direttamente consapevole di come realmente funzioni in quanto organismo vivente; e questo avviene sulla basa di esperienze concrete e non verbali.
Ibid

 


 

Erich Fromm

 

Erich Fromm
Francoforte 1900 - Locarno 1980
Psicoanalista tra i maggiori rappresentanti del movimento neo-freudiano

 

La relazione terapeutica non deve essere un'educata conversazione o una chiacchiera da salotto, ma deve avere il carattere dell'immediatezza: L'analista non deve mai mentire, né cercare di compiacere o impressionare. Deve restare se stesso, il che significa che deve aver lavorato con se stesso.
L'arte di ascoltare, 1991

 


 

Carl R. Rogers

 

Carl Rogers
Oak Park, Illinois, 1902 - La Jolla, California, 1987
Psicologo e psicoterapeuta statunitense
Fondatore della Psicoterapia centrata sul cliente

Vedi:

Carl Rogers - Condizioni terapeutiche

Carl Rogers - Citazioni sulla psicoterapia

 


 

Viktor Emil Frankl

 

Viktor Frankl
Vienna 1905 - Vienna 1997
Psichiatra e psicoterapeuta austriaco,

fondatore della Logoterapia.

 

All'analisi esistenziale intesa come terapia basta e deve bastare il raggiungimento di questa meta: condurre il paziente al senso della propria responsabilità. Un passo avanti nella sfera personale delle decisioni concrete non è ammissibile, e quindi va proscritto. Agendo altrimenti il medico ritoglie la responsabilità al paziente e la fa ricadere su di sé.
Logoterapia e Analisi esistenziale, 1946

 

Assunto specifico dell'analisi esistenziale è quello di condurre l'uomo là dove autonomamente e liberamente, partendo solo dalla propria responsabilità, consapevole egli giunge a cogliere i propri compiti, e vede nella vita un significato non anonimo, ma irripetibile e unico.
Ibid.

 

Per quanto la tecnica e la scienza possano essere inserite nel campo clinico, è indubitabile che la psicoterapia si basi non tanto sulla tecnica quanto sull'arte, e non tanto sulla scienza, quanto su una sapientia.
Ibid.

 


 

Abraham H. Maslow

 

Abraham Maslow
New York 1908 - Menlo Park, California 1970
Psicologo statunitense
Fondatore della psicologia umanistica

 

La psicoterapia non è una relazione sui generis, dato che alcune delle sue qualità fondamentali sono presenti in tutte le buone relazioni umane.
Motivazione e personalità, 1954/70

 

Per migliorare una persona sola, alle volte occorrono anni di lavoro terapeutico ed anche allora l'aspetto principale del miglioramento è che esso le permette di sforzarsi per tutta la vita di migliorare.
Ibid.

 

Che cos'è psicopatologico? Tutto ciò che disturba o impedisce l'autorealizzazione. Che cos'è la psicoterapia ed a che cosa serve? Si tratta di mezzi che aiutano a ristabilire la persona sulla via dell'autorealizzazione e dello sviluppo, lungo la linea indicata dalla natura interiore.
Ibid.

 

Potrei descrivere l'autorealizzazione come uno sviluppo della personalità, che libera la persona dai problemi carenziali della gioventù e dai problemi nevrotici (o infantili, o fantastici, o innecessari, o "irreali") della vita, tanto da renderla capace di affrontare, sopportare e combattere i problemi "reali" dell'esistenza.
Verso una psicologia dell'essere, 1962/68

 


 

Rollo May

 

Rollo May
Ada, Ohio 1909 - Tiburon, California 1994
Psicologo e psicoterapeuta tra i maggiori rappresentanti della psicologia umanistico-esistenziale.

 

Maggiore è la salute mentale che un individuo acquisisce, maggiore è la sua capacità di plasmare in maniera creativa gli elementi della vita, e di conseguenza, più adeguato diventa il suo potenziale di libertà. Pertanto il counselor [consulente psicologico] che aiuta gli altri a superare una difficoltà di personalità, li aiuta a diventare più liberi.

L'arte del counseling, 1989

 

Compito del counselor è quello di assistere il cliente nella ricerca del suo vero sé e poi di aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel sé.
Ibid.

 

Pochi sono i doni che che una persona può fare a un'altra che eguaglino, per ricchezza, il dono della comprensione.
Ibid.

 

Nel processo del counseling noi non forgiamo ex novo e in maniera globale l'individuo, trasformandolo in un'altra persona; lo sforzo è volto a liberarlo, permettendogli di essere se stesso. Questo significa metterlo in grado di iniziare il lavoro di trasformazione della sua personalità.
Ibid.

 

È commovente che quasi tutte le persone siano prigioniere di inutili paure. Le vediamo vivere sotto il peso di fardelli psicologici che le privano della libertà ancor più delle catene del prigioniero. È un truismo dire che molti sviluppano soltanto un terzo, o anche meno, delle loro possibilità. Il counselor deve mirare a liberare coloro che si rivolgono a lui, in modo che possano sviluppare il loro sé unico e autonomo e realizzare le proprie potenzialità inutilizzate.
Ibid.

 


 

Alexander Lowen

 

Alexander Lowen
New York 1910 - 2008
Medico e psicoterapeuta statunitense
Fondatore della Bioenergetica

 

Lottando contro il destino ci si avvolge solo più profondamente nelle sue spire. Come un animale preso in una rete, più uno lotta più si lega strettamente. Questo significa che siamo condannati? Siamo condannati solo se lottiamo contro noi stessi. La spinta principale data dalla terapia è l'aiuto a smettere di lottare contro se stessi.
Paura di vivere, 1980

 

La terapia non è una panacea per le malattie umane; non è la risposta al dilemma umano. Che la maggior parte della gente oggi abbia bisogno di un aiuto per funzionare con un minimo di facilità e di piacere, è una triste conseguenza della nostra cultura, ma è vero. Più una cultura diventa industrializzata e sofisticata, più problemi pone alle persone e più esse hanno bisogno di aiuto semplicemente per affrontare la vita. La terapia è un complemento necessario alla vita moderna, come, sembra, lo sono i sedativi e i tranquillanti. È un segno del "progresso".

Ibid. 

 

In un certo senso, ogni terapia che ha successo si conclude con un fallimento. Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti. Sa, tuttavia, che la sua crescita non è terminata e che il processo creativo iniziato in terapia è adesso sotto la sua personale responsabilità. Non termina la terapia camminando su una nuvoletta. Chi lo fa è destinato alla ricaduta. Chi invece rimane con i piedi per terra, ha imparato ad apprezzare la realtà e ha sviluppato un atteggiamento creativo verso i problemi che incontrarà. ha sperimantato la gioia, ma anche il dolore. Se ne va con un senso di auto-realizzazione che comprende il rispetto per la saggezza del suo corpo. ha riguadagnato il suo potenziale creativo.

Il piacere. Un approccio creativo alla vita, 1970

 


 

Irving D. Yalom

 

 

Irvin Yalom
Washington 1931
Psichiatra e psicoterapeuta statunitense

 

Esiste in tutti gli individui un'inclinazione innata alla crescita e all'autorealizzazione. Il terapeuta non deve fornire queste qualità ai pazienti (come se potessimo farlo!); deve invece rimuovere gli ostacoli che bloccano il processo di crescita, e uno dei modi in cui operiamo in tal senso è cercando di creare un'atmosfera terapeutica ideale.
Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo, 1995

 

I terapeuti e i loro pazienti possono avere visioni differenti riguardo ai fattori terapeutici significativi, e le differenze stanno in questo: i pazienti sottolineano sempre l'importanza della relazione e le qualità umane e personali del terapeuta.
Ibid

 


 

   

 

La psicoterapia come un romanzo gialloLa psicoterapia come un romanzo giallo

Dal problema alla soluzione: lo psicoterapeuta indaga
Autore Matteo Rampin
Editore Ponte alle Grazie, 2004

Un approccio che indaga i problemi psicologici come casi polizieschi, con il terapeuta nei panni dell'investigatore. Il sintomo, ossia l'indizio, porta alla scoperta della causa del disturbo, il colpevole. L'autore descrive e "narra" dieci casi reali risolti con le astuzie e gli stratagemmi sorpresa dei più famosi investigatori del giallo, da Sherlock Holmes a Kit Marlowe. Il racconto di ogni caso è seguito dalla spiegazione del meccanismo "giallo" usato per risolverlo. La dinamica di alcuni problemi psicologici può essere smascherata adoperando i tipici schemi di indagine della letteratura gialla: l'analisi della scena del crimine, la ricerca degli indizi, l'individuazione della logica del delitto rendono simili lo psicoterapeuta all'investigatore.

 

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Vedi anche: Domande frequenti sulla psicoterapia

 

 
 

 

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