|
Disturbo dell'Identità di Genere
L’identità di genere si riferisce alla percezione
che l’individuo ha di sé come maschio o femmina. I Disturbi dell’Identità di Genere sono
caratterizzati da intensa e persistente identificazione col sesso
opposto, associata a persistente malessere riguardante la propria
assegnazione sessuale. I soggetti con questo disturbo provano un intenso
desiderio di possedere il corpo dell’altro sesso e di essere considerati
dagli altri come un membro dell’altro sesso.
Disturbo dell’Identità di Genere nei
bambini
Il Disturbo dell’Identità di Genere nei bambini
(maschi) si
manifesta con un eccessivo interesse per le tradizionali attività
femminili, col desiderio di indossare abiti da donna e col preferire
giochi e passatempi tipici delle ragazze. I bambini con questo disturbo possono manifestare il
desiderio di essere delle femmine, o sostenere che quando cresceranno
diventeranno donne.
Disturbo dell’Identità di Genere nelle
bambine
Il Disturbo dell’Identità di Genere nelle bambine si
manifesta con reazioni negative nei confronti delle aspettative
dei genitori o dei tentativi di far loro indossare vestiti o altri capi
femminili, preferendo l’abbigliamento maschile, i capelli corti e
possono chiedere di essere chiamate con nomi maschili.
Queste bambine preferiscono giocare coi maschi, con
cui condividono l’interesse per gli sports che implicano contatto fisico
e per i giochi maschili tradizionali. Una bambina con questo disturbo può non desiderare
che le cresca il seno o che le vengano le mestruazioni, e sostenere di
avere un pene o che questo le crescerà e che da grande sarà un uomo.
Disturbo dell’Identità di Genere negli
adulti
Gli adulti con Disturbo dell’Identità di Genere sono
assorbiti dal proprio desiderio di vivere come un individuo dell’altro
sesso. Questo pensiero può manifestarsi come un intenso desiderio di
adottare il ruolo sociale dell’altro sesso o di acquisire l’aspetto
fisico dell’altro sesso tramite manipolazioni ormonali o chirurgiche.
Gli adulti con questo disturbo sono infastiditi
quando sono considerati dagli altri, oppure quando si comportano nella
società, come membri del sesso che è loro assegnato.
In vari gradi, essi adottano il comportamento, i
vestiti, e gli atteggiamenti dell’altro sesso. In privato, questi
soggetti trascorrono molto tempo travestiti, cercando di apparire come
membri dell’altro sesso. Molti tentano di farsi passare in pubblico per
soggetti dell’altro sesso. Col travestimento e con le cure ormonali (e,
per i maschi, con l’epilazione mediante elettrolisi) molti soggetti con
questo disturbo possono passare in modo convincente per soggetti
dell’altro sesso.
Criteri diagnostici
A. Una forte e persistente
identificazione col sesso opposto (non solo un desiderio di
qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’appartenenza
al sesso opposto).
Nei bambini il disturbo si manifesta con quattro (o più) dei
seguenti sintomi:
1) desiderio ripetutamente affermato di essere,
o insistenza sul fatto di essere, dell’altro sesso
2) nei maschi, preferenza per il travestimento
o per l’imitazione dell’abbigliamento femminile; nelle femmine,
insistenza nell’indossare solo tipici indumenti maschili
3) forti e persistenti preferenze per i ruoli
del sesso opposto nei giochi di simulazione, oppure persistenti
fantasie di appartenere al sesso opposto
4) intenso desiderio di partecipare ai tipici
giochi e passatempi del sesso opposto
5) forte preferenza per i compagni di gioco del
sesso opposto.
Negli adolescenti e negli adulti, l’anomalia si manifesta con
sintomi come desiderio dichiarato di essere dell’altro sesso,
farsi passare spesso per un membro dell’altro sesso, desiderio
di vivere o di essere trattato come un membro dell’altro sesso,
oppure la convinzione di avere sentimenti e reazioni tipici
dell’altro sesso.
B. Persistente malessere riguardo al proprio
sesso o senso di estraneità riguardo al ruolo sessuale del
proprio sesso.
Nei bambini, l’anomalia si manifesta con uno dei seguenti
sintomi: nei maschi, affermazione che il proprio pene o i
testicoli li disgustano, o che scompariranno, o affermazione che
sarebbe meglio non avere il pene, o avversione verso i giochi di
baruffa e rifiuto dei tipici giocattoli, giochi, e attività
maschili; nelle femmine, rifiuto di urinare in posizione seduta,
affermazione di avere o che crescerà loro il pene, o
affermazione di non volere che crescano le mammelle o che
vengano le mestruazioni, o marcata avversione verso
l’abbigliamento femminile tradizionale.
Negli adolescenti e negli adulti, l’anomalia si manifesta con
sintomi come preoccupazione di sbarazzarsi delle proprie
caratteristiche sessuali primarie o secondarie (per es.,
richiesta di ormoni, interventi chirurgici, o altre procedure
per alterare fisicamente le proprie caratteristiche sessuali, in
modo da assumere l’aspetto di un membro del sesso opposto) o
convinzione di essere nati del sesso sbagliato.
C. L’anomalia non è concomitante con una
condizione fisica intersessuale.
D. L’anomalia causa disagio clinicamente
significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o
di altre aree importanti del funzionamento.
Codificare sulla base dell’età attuale:
Disturbo dell’Identità di Genere in Bambini
Disturbo dell’Identità di Genere in Adolescenti o Adulti
Specificare se (per soggetti sessualmente
maturi):
Sessualmente Attratto da Maschi
Sessualmente Attratto da Femmine
Sessualmente Attratto sia da Maschi che da Femmine
Non Attratto Sessualmente né da Maschi né da Femmine
©
DSM-IV-TR Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali
- Text Revision, 2002
Il
disturbo dell'identità di genere
Diagnosi, eziologia, trattamento
Curatore D. Dettore
Editore McGraw-Hill Companies, 2005
La percezione del proprio sesso è una componente centrale della propria
identità. Non sempre, però, il proprio sesso anatomico e il proprio genere, la
propria relazionalità e il riconoscimento sociale sono in pieno accordo. Che ne
è della ragguardevole minoranza che non segue lo sviluppo tradizionale? Bambini
che sognano di diventare leonesse, bambine che si identificano con Tarzan più
che con Jane, bambini che continuano a essere innamorati dell’amichetto del
cuore anche alle medie, al liceo e oltre. Bambini che alla nascita non hanno un
sesso anatomico chiaramente identificabile. Adulti che amano vestirsi con gli
abiti tradizionali dell’altro sesso. Persone che si sentono rinchiuse in un
corpo con cui non riescono a identificarsi. Decine sono le combinazioni delle
possibili identità di genere. In alcuni casi non si tratta neppure di identità
stabili e permanenti. Sono possibili cambiamenti psicologici, relazionali e
anche anatomici. Non sempre, però, tali mutamenti sono auspicabili o devono
orientarsi in modo predefinito. Forzare una persona all’interno di una
"normalità" che non sente sua può portare gravi conseguenze. In alcuni casi, la
natura viene aiutata dalla chirurgia e a tali interventi si affiancano complesse
valutazioni psicologiche. Non si tratta certamente di scelte chirurgiche di poco
conto. A tali interventi seguono poi cambiamenti di stato civile di
ragguardevole portata anche sul piano legale.
Trova
libri di psicologia e psicoterapia su
internet bookshop
Vedi anche: Disturbi
Psicosessuali - Psicoterapia
|