FAQ Psicoterapia

 

 

FAQ Psicoterapia

Frequently Asked Questions

Domande frequenti sulla psicoterapia

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Domande sulla psicoterapia


  1. Quali titoli deve possedere uno psicoterapeuta per poter esercitare la sua professione?

  2. In quali casi è bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

  3. Per quali disturbi psicologici è maggiormente indicata la psicoterapia?

  4. Per quale fascia d'età è maggiormente indicata la psicoterapia? 

  5. Meglio la psicoterapia o gli psicofarmaci?

  6. La psicoterapia è veramente efficace? 

  7. La psicoterapia può essere dannosa?

  8. Quanti metodi psicoterapeutici esistono? 

  9. Qual è il metodo psicoterapeutico più efficace?

  10. Che differenza c'è tra psicoanalisi e psicoterapia?

  11. Come posso contattare uno psicoterapeuta?

  12. Come si svolge una psicoterapia?

  13. Quanto tempo dura una psicoterapia? 

  14. Quanto tempo dura una singola seduta di psicoterapia? 

  15. Con quale frequenza si svolgono le sedute psicoterapeutiche? 

  16. Quanto costa una seduta psicoterapeutica?

  17. Come faccio a sapere se il mio psicoterapeuta è abilitato all'esercizio della sua professione?

  18. Durante le sedute psicoterapeutiche bisogna sdraiarsi su un lettino? 

  19. Durante le sedute psicoterapeutiche bisogna sottoporsi ad ipnosi? 

  20. Durante la psicoterapia bisogna fare dei test psicologici?

  21. È possibile avere rapporti affettivi e/o sessuali con il proprio psicoterapeuta? 

  22. È possibile fumare durante le sedute di psicoterapia?

  23. È possibile interrompere la psicoterapia prima della sua conclusione?

Risposte sulla psicoterapia


Quali titoli deve possedere uno psicoterapeuta per poter esercitare la sua professione?

Secondo la Legge n.56/1989, per poter esercitare la professione di psicoterapeuta, bisogna innanzitutto aver conseguito la laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia, essere iscritti al relativo albo professionale e successivamente aver frequentato un corso di specializzazione in Psicoterapia della durata di almeno quattro anni.
Bisogna aggiungere che seppure non tutte le scuole di psicoterapia – né la legge – lo ritengono obbligatorio, è auspicabile che ogni psicoterapeuta oltre al normale percorso di apprendimento teorico-pratico, abbia intrapreso anche una psicoterapia personale – la cosiddetta psicoterapia didattica – per la risoluzione di eventuali problematiche personali e l'acquisizione di una maggior grado di autoconsapevolezza e di un buon livello di autocontrollo, che gli consentano di gestire la relazione con i suoi pazienti in maniera efficace ed equilibrata.

 

In quali casi è bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

È bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta quando ci si trova in una situazione di particolare disagio psicologico che rischia di compromettere le nostre capacità lavorative e il nostro adattamento sociale, tende a prolungarsi nel tempo e ci è impossibile superare da soli o con qualsiasi altro aiuto esterno (ad esempio da parte di un amico, di un familiare, del proprio medico, ecc.).

 

Per quali disturbi psicologici è maggiormente indicata la psicoterapia?

L'esistenza di diverse forme di psicoterapia assicura una possibilità d'intervento per la maggior parte dei disturbi psicologici. Esiste tuttavia una maggiore indicazione della psicoterapia per i disturbi di tipo nevrotico (ansia, depressione, ecc.) ― specie se di non grave entità ― ed una minore per disturbi di tipo psicotico e psicorganico (schizofrenia, disturbo bipolare, ecc.).

 

Per quale fascia d'età è maggiormente indicata la psicoterapia?

La quantità di metodi e di tecniche psicoterapeutiche oggi esistenti consentono un intervento psicoterapeutico adatto ad ogni fascia d'età, dai bambini agli anziani.

 

Meglio la psicoterapia o gli psicofarmaci?

L'opportunità di intraprendere una psicoterapia piuttosto che una cura farmacologica, dipende essenzialmente dal tipo di disturbo di cui si soffre. In alcuni casi sarà preferibile un intervento psicoterapeutico, in altri farmacologico, in altri ancora un intervento integrato; la decisione in genere viene presa dallo specialista di comune accordo con il paziente.
È bene notare, però, che l'intervento farmacologico, per quanto rapido ed efficace, mira esclusivamente ― e soltanto in maniera temporanea ― all'eliminazione o alla riduzione dell'intensità dei sintomi, e non alla risoluzione del problema che ne sta alla base. La psicoterapia invece ― almeno nelle sue forme ricostruttive ― mira ad un cambiamento e ad una crescita della personalità, che ha come conseguenza sia la scomparsa definitiva dei sintomi, che l'acquisizione di nuove capacità per affrontare eventuali difficoltà future.

 

La psicoterapia è veramente efficace?

Sebbene molte ricerche condotte a partire dagli anni '50 abbiano stabilito che la psicoterapia è sicuramente efficace, e che coloro che intraprendono un percorso terapeutico ottengono in media un miglioramento nettamente superiore e duraturo nel tempo rispetto a coloro che non lo fanno, per alcuni autori i dati emersi vanno presi con una certa cautela, in quanto la psicoterapia per la sua complessità e la sua natura idiografica (cioè particolare, unica, non generalizzabile) sarebbe poco adatta ad una investigazione scientifica di tipo tradizionale.

 

La psicoterapia può essere dannosa?

Diverse ricerche compiute in tal senso sembrano confermare che anche la psicoterapia, comunemente ad altre terapie di carattere medico, se condotta in maniera inappropriata può avere effetti iatrogeni (negativi).

 

Quanti metodi psicoterapeutici esistono?

Dopo le scoperte di Freud, che portarono nei primi decenni del '900 alla nascita e al consolidarsi della psicoanalisi, le teorie e gli approcci psicoterapeutici sono andati moltiplicandosi in maniera smisurata. Basti pensare che se alla fine degli anni '50 esistevano 36 modelli psicoterapeutici, alla fine degli anni '70 se ne contavano già 130 e alla fine degli anni '80 più di 460!

 

Qual è il metodo psicoterapeutico più efficace?

Diverse ricerche sulla psicoterapia compiute negli anni '70 e '80 oltre a stabilire l'efficacia della psicoterapia, portarono ad un risultato abbastanza sorprendente, e cioè che nessun metodo tra quelli presi in considerazione ― a dire il vero, una minima parte rispetto a quelli esistenti ― poteva ritenersi significativamente superiore agli altri.

 

Che differenza c'è tra psicoanalisi e psicoterapia?

È assai comune l'uso del termine "psicoanalisi" come sinonimo di "psicoterapia"; in realtà la psicoanalisi non è che una tra le tante forme di psicoterapia oggi esistenti.
Tale confusione è dovuta sia al fatto che storicamente la psicoanalisi è stata la prima – e per molti anni anche la più importante – forma di psicoterapia con solide basi teoriche, sia all'enorme influenza culturale e dunque alla grande notorietà che la psicoanalisi si è conquistata grazie alle geniali intuizioni del suo fondatore (Sigmund Freud).

 

Come posso contattare uno psicoterapeuta?

Ci sono diversi modi per contattare uno psicoterapeuta: chiedere al proprio medico il nome di un terapeuta di fiducia, consultare le "Pagine gialle", fare una ricerca su internet, oppure rivolgersi direttamente al Centro di Salute Mentale più vicino o all'Ordine degli Psicologi della propria Regione.

 

Come si svolge una psicoterapia?

Premesso che possono esserci delle differenze più o meno marcate tra i diversi approcci psicoterapeutici, possiamo dire che la psicoterapia si basa essenzialmente sul colloquio tra una persona che si trova in una condizione di disagio psicologico (il paziente/cliente) ed un'altra (il terapeuta) che possiede le competenze tecniche, oltre che le qualità umane e personali, necessarie per aiutarla a comprendere e risolvere le sue difficoltà. Solitamente cliente e terapeuta siedono l'uno di fronte all'altro; il primo esprime i suoi sentimenti, le sue idee, i suoi pensieri, ecc., il secondo crea le condizioni migliori perché ciò avvenga, ascolta attentamente, offre le sua comprensione empatica, non emette giudizi, chiede o fornisce chiarimenti, ecc.

 

Quanto tempo dura una psicoterapia?

È praticamente impossibile fornire una risposta a questa domanda, in quanto la durata di una psicoterapia dipende da molti fattori: il metodo e le tecniche adottate dal terapeuta; la sua competenza ed esperienza; il tipo di problema presentato dal paziente e la sua motivazione al cambiamento; la qualità della relazione terapeutica; l'obiettivo preposto; ecc.
Volendo dare comunque una risposta indicativa, possiamo dire che una psicoterapia che mira ad un cambiamento positivo della personalità e non alla semplice eliminazione di un sintomo, può richiedere dalle 40 alle 80 sedute, il che equivale, in termini di tempo e considerando una frequenza settimanale, ad una durata che va dai 10 mesi a quasi due anni.

 

Quanto tempo dura una singola seduta di psicoterapia?

Premesso che possono esserci delle differenze a seconda dell'approccio psicoterapeutico adottato, e che alcuni terapeuti preferiscono variare di volta in volta il tempo delle sedute a seconda delle esigenze del momento, generalmente la durata di una seduta terapeutica è di circa 50-60 minuti.

 

Con quale frequenza si svolgono le sedute psicoterapeutiche?

Anche in questo caso la risposta può variare a seconda del metodo terapeutico adottato, per cui si va da una frequenza mensile adottata in alcune nuove forme di terapia, alle 2-3 sedute settimanali della psicoanalisi classica.
In genere, la maggior parte degli psicoterapeuti adotta la più comoda e funzionale frequenza settimanale.

 

Quanto costa una seduta psicoterapeutica?

Ogni psicoterapeuta stabilisce il proprio onorario facendo riferimento al Tariffario Professionale degli Psicologi. A tutt'oggi le cifre di riferimento per ogni singola seduta sono le seguenti:
● Psicoterapia individuale:
da un minimo di €40 ad un massimo di €140
● Psicoterapia di coppia o familiare:
da un minimo di €55 ad un massimo di €185
● Psicoterapia di gruppo:
da un minimo di €20 ad un massimo di €70 a persona

 

Come faccio a sapere se il mio psicoterapeuta è abilitato all'esercizio della sua professione?

Il modo migliore per accertarsi se il professionista cui ci si è rivolti è abilitato o meno all'esercizio della psicoterapia, è quello di contattare l'Ordine Nazionale degli Psicologi o di consultare l'Albo online dell'Ordine Regionale di appartenenza (che può essere diverso dalla regione in cui esercita la sua professione), e verificare se oltre ad essere iscritto all'Ordine come psicologo è anche abilitato all'esercizio della psicoterapia.

 

Durante le sedute psicoterapeutiche bisogna sdraiarsi su un lettino?

L'uso del lettino (o del divano) fu introdotto da Sigmund Freud per far rilassare i propri pazienti, quando, alla fine dell'800, andava perfezionando il proprio metodo terapeutico.
Oggi, fatta eccezione per la psicoanalisi, l'uso del lettino è stato quasi totalmente abolito, e paziente e terapeuta siedono su una poltrona l'uno di fronte all'altro. In alcuni casi, e nei servizi pubblici più per necessità che per scelta, terapeuta e paziente siedono su una sedia uno di fronte all'altro, con in mezzo una scrivania.

 

Durante le sedute psicoterapeutiche bisogna sottoporsi ad ipnosi?

Mentre in alcuni metodi psicoterapeutici l'ipnosi è molto usata per il superamento di vari sintomi (di tipo fobico, ossessivo, ecc.); per l'eliminazione della dipendenza da fumo, alcol o droghe; per favorire il rilassamento psicofisico, il ricordo di eventi rimossi, la catarsi emotiva, ecc.; in altri approcci il suo utilizzo è considerato persino controproducente, e ciò per vari motivi: i suoi effetti sono esclusivamente sintomatici e di breve durata; non consente al paziente un'elaborazione consapevole dei propri vissuti e una collaborazione attiva e responsabile al processo terapeutico; produce sempre una certa dipendenza del paziente nei confronti del terapeuta.
Pertanto, la possibilità di sottoporsi ad ipnosi, dipende molto dal metodo usato dal terapeuta a cui ci si rivolge, e, in ogni caso, sempre previo consenso esplicito da parte del paziente.

 

Durante la psicoterapia bisogna fare dei test psicologici?

La psicoterapia si basa essenzialmente sul colloquio, e non richiede necessariamente l'uso di test psicologici. Alcuni terapeuti li escludono completamente o quasi dalla loro pratica clinica, altri li utilizzano in maniera considerevole per fini psicodiagnostici o per una valutazione obiettiva della personalità.

 

È possibile avere rapporti affettivi e/o sessuali con il proprio psicoterapeuta?

Il legame che si viene a creare tra cliente e terapeuta nel corso di una psicoterapia, a volte può raggiungere un'intensità tale da far sorgere sentimenti di forte attrazione affettiva e/o sessuale.

Quando ciò accade, lo psicoterapeuta deve essere in grado di gestire il tutto canalizzandolo all'interno di una relazione che, seppure non fredda e distaccata, deve mantenersi comunque entro limiti strettamente professionali.

Se, invece, lo psicoterapeuta accetta di soddisfare eventuali richieste di tipo affettivo e/o sessuale da parte di un proprio cliente, o addirittura fa delle proposte dello stesso tipo, ciò va considerato non solo come deontologicamente scorretto, ma costituisce anche un grave errore tecnico che oltre a compromettere in maniera irreparabile l'alleanza terapeutica può ripercuotersi negativamente sulla salute psichica del cliente stesso.

In conclusione, si legga quanto riferisce su questo tema l'articolo 28 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani:

"Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione. Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale."

 

È possibile fumare durante le sedute di psicoterapia?

Non esistono regole specifiche riguardanti il fumo durante le sedute psicoterapeutiche, ma è una decisione che va presa di comune accordo tra terapeuta e cliente.

 

È possibile interrompere la psicoterapia prima della sua conclusione?

Il cliente è sempre libero di interrompere la propria psicoterapia anche prima di aver raggiunto gli obiettivi prestabiliti. In tal caso, il compito dello psicoterapeuta è quello di esporre il suo parere al riguardo e di collaborare col cliente affinché questi possa comprendere meglio le ragioni profonde della sua decisione e valutare nel modo più obiettivo possibile gli eventuali vantaggi e svantaggi che essa comporta.

 


 

   

 

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Editore Carocci, 2001

 

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