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Fattori psicoterapeutici
Dalla
fondazione della psicoanalisi – che segna la nascita della psicoterapia
"scientifica" – avvenuta alla fine dell'800 per opera di Sigmund Freud,
gli approcci psicoterapeutici si sono moltiplicati a dismisura, a volte in
maniera del tutto incontrollata; per cui accanto a metodi validi, ben
strutturati e teoricamente elaborati, ne sono sorti altri privi di qualunque
verifica obiettiva e con basi teoriche inconsistenti.
Ma, curiosamente, nello stesso tempo in cui i metodi terapeutici andavano
moltiplicandosi, numerose ricerche sull'efficacia della psicoterapia, mettevano
in evidenza due dati fondamentali:
–
il primo è che nessun approccio terapeutico poteva vantare
risultati positivi significativamente maggiori rispetto agli altri;
–
il secondo
è che tali risultati erano dovuti non tanto alle tecniche specifiche tipiche di
ogni singolo metodo, quanto alla presenza di alcuni fattori comuni a ciascuno di
essi.
In altre parole, si va sempre più facendo strada l’idea che il
cambiamento terapeutico non sia dovuto direttamente all’uso delle varie
tecniche che caratterizzano un trattamento
–
i cosiddetti fattori terapeutici specifici
–
ma alla presenza
all’interno del processo terapeutico di alcuni elementi, detti, appunto,
fattori terapeutici comuni, che fanno parte integrante di tutte, o
quasi tutte, le tecniche d’intervento.
Le numerose ricerche volte all'identificazione dei fattori
terapeutici comuni alle varie forme di psicoterapia, hanno portato a risultati
non del tutto sovrapponibili tra loro. Possiamo comunque evidenziare quelli che
in genere sono risultati come preponderanti.
Fattori psicoterapeutici
comuni
1)
Intensa esperienza affettiva: la possibilità di vivere una relazione
emotiva molto forte, basata sulla fiducia e sul sentimento di essere accettati
incondizionatamente e compresi in maniera empatica.
2) Riorganizzazione cognitiva: l'acquisizione di nuovi schemi
mentali, di nuovi modi di percepire sé stessi e la realtà.
3) Regolazione del comportamento: l'abbandono di usuali e
inadeguati tipi di condotta e l'apprendimento di nuove e più funzionali modalità
di comportamento.
4) Contesto terapeutico: l'esistenza di un luogo sicuro e
socialmente riconosciuto, che potenzia il prestigio del terapeuta e la speranza
di ricevere aiuto.
5) Modello terapeutico: un orientamento teorico condiviso dal
paziente e dal terapeuta, che comprende una spiegazione del disturbo e un metodo
per superarlo.
Oggi, grazie a questo tipo di ricerche, che hanno
evidenziato in maniera incontrovertibile l'importanza dei fattori terapeutici
comuni rispetto a quelli specifici, le rigide contrapposizioni esistenti in
passato tra i vari metodi, vanno gradualmente smussandosi, lasciando spazio ad
una maggiore possibilità di confronto e d'integrazione reciproci.
Libri consigliati
Psicoterapia
breve
51 metodi semplici ed efficaci
Autore Bill O'Hanlon; Sandy Beadle
Curatore C. J. Fantechi
Editore Franco Angeli, 2005
La psicoterapia breve si sta affermando come l'approccio dominante anche in
Italia ed i motivi sono molti. Primo fra tutti il fatto che essa si concentra su
degli obiettivi chiari e raggiungibili. Quest'approccio si basa sull'uso del
linguaggio come principale strumento di lavoro del terapeuta. Questo libro
raccoglie delle tecniche comunicative che possono essere utilizzate dal
professionista durante il suo lavoro clinico. Seguendo gli esempi, lo
psicoterapeuta potrà pervenire ad un uso raffinato del linguaggio creando i
presupposti per il cambiamento del cliente. La chiarezza e la semplicità del
testo rendono la lettura piacevole anche per i "non addetti ai lavori".
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