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(ex Perversioni Sessuali) Disturbi psicosessuali @Psicoweb
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Parafilie Il termine “parafilia”, che sottolinea la qualità o la natura insolita dell’oggetto sessuale, è stato introdotto dal DSM-III nel 1980, in sostituzione di quello tradizionale di “perversione” (usato per la prima volta da Valentin Magnan nel 1885), che indica una deviazione della libido e il prevalere nella vita sessuale di quelli che, comunemente, sono aspetti marginali o devianti. La Parafilia è un disturbo caratterizzato da impulsi, fantasie, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che implicano oggetti, persone, attività o situazioni inusuali. In alcuni casi, le fantasie o gli stimoli parafilici sono indispensabili per l’eccitazione sessuale e diventano, pertanto, parte integrante dell'attività sessuale del soggetto; in altri casi, le preferenze parafiliche si manifestano solo episodicamente, e il soggetto, di solito, ha un'attività sessuale priva di anomalie. La Parafilia può causare un disagio clinicamente significativo o la compromissione dell’area sociale, lavorativa, o delle relazioni interpersonali del soggetto. Le Parafilie includono i seguenti tipi di disturbo psicosessuale: l’Esibizionismo, il Feticismo, il Feticismo di Travestimento, il Frotteurismo, il Masochismo Sessuale, il Sadismo Sessuale, il Voyeurismo, la Pedofilia e la Parafilia non Altrimenti Specificata.
Parafilia non Altrimenti Specificata In questa categoria diagnostica sono incluse tutte quelle forme relativamente rare di parafilia che non soddisfano i criteri per alcuna categoria specifica. Tra queste si possono ricordare le seguenti: Coprofilia (o scatofilia): particolare interesse per gli escrementi, che diventano oggetto di piacere e in certi casi fonte di eccitazione sessuale. Necrofilia: interesse erotico per il macabro e il funereo che, in casi estremi, può spingere un soggetto a rapporti sessuali con cadaveri. Parzialismo: Attenzione erotica ed esclusiva per una parte del corpo. Scatologia telefonica: parafilia che comporta il fare telefonate oscene per procurarsi eccitazione sessuale. Zooerastia: attività sessuali di umani con animali, le cui modalità possono essere le più varie: dalla masturbazione dell'animale o da parte dell'animale, per giungere, in casi rari, al coito. Il termine va distinto da quello di "zoofilia", che indica amore per gli animali, che si manifesta con cure, carezze e vezzeggiamenti che a volte possono risultare eccessivi.
Terapia delle Parafilie Generalmente l'attività sessuale tipica di un soggetto con parafilia è di natura egosintonica, essa, dunque, non gli procura alcun disagio, ma, anzi, è fonte di piacere. Pertanto i soggetti con parafilia solitamente non sentono alcun bisogno di richiedere un intervento terapeutico, e se ciò accade è dovuto alle difficoltà relazionali connesse alla pratica perversa. Le forme di terapia maggiormente usate, oltre a quella farmacologica, sono la psicoanalisi, le varie terapie psicodinamiche e quella cognitivo-comportamentale; a seconda dei casi, può essere utile una psicoterapia di gruppo o di coppia. Bisogna dire che nessuna terapia può garantire risultati definitivi, ma per le conseguenze a volte drammatiche che questi disturbi possono provocare, non bisognerebbe mai escludere la possibilità di un intervento da parte di uno specialista.
Aspetti clinici e giuridici del comportamento sessuale
deviante
Vedi anche: Psicoterapia
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