Caratteristiche di una psicoterapia efficace

 

 

Psicoterapia efficace

Variabili legate al paziente

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Variabili legate al paziente


Le variabili correlate all’esito della psicoterapia che si riferiscono al paziente sono: 1) Aspettative di miglioramento 2) Minor gravità della sintomatologia 3) Presenza di ansia e di depressione iniziale, entro certi limiti 4) Maggiore apertura e collaborazione.

 

Aspettative di miglioramento
L’influenza delle aspettative del paziente nel determinare i risultati della psicoterapia è stata indagata secondo due approcci. L’approccio che si è sviluppato per primo consiste nella correlazione tra le aspettative iniziali del paziente e i risultati della psicoterapia, mentre il secondo consiste nella manipolazione delle aspettative del paziente e nella correlazione tra i diversi tipi di aspettative indotte e i risultati terapeutici.

Tra i primi a studiare negli anni ’50 il ruolo delle aspettative del paziente in psicoterapia è stato Frank [1973], il quale ritiene che l’aspettativa di ricevere un beneficio dal trattamento possa avere in sé stessa un profondo e durevole effetto sullo stato mentale e fisico dei pazienti. In base all’ipotesi dell’antidemoralizzazione, formulata dallo stesso Frank, il successo di tutte le psicoterapie dipenderebbe dal fatto di riuscire a contrastare la demoralizzazione, che caratterizza sempre i pazienti che chiedono la psicoterapia, e ciò viene ottenuto appunto stimolando la speranza. Un analogo meccanismo opererebbe anche nelle guarigioni mediche e spiegherebbe in particolare l’effetto placebo. Anche le guarigioni miracolose, descritte in tutte le religioni, vengono spiegate da Frank mediante la potenza della fede.

Un altro fatto ricondotto da questo autore all’effetto positivo delle aspettative del paziente è il miglioramento sintomatico frequentemente rilevato dopo la prima intervista o in una fase molto iniziale della psicoterapia, se non addirittura in lista d’attesa. L’esistenza di una correlazione tra le aspettative positive di miglioramento con cui il paziente inizia la terapia e i risultati di essa è stata sostanzialmente confermata dalle ricerche empiriche successive, anche se questi risultati sono stati a volte contestati dal punto di vista metodologico. Anche a causa di queste obiezioni si è sviluppato il secondo approccio, basato sulla manipolazione delle aspettative del paziente e sulla correlazione tra le diverse aspettative indotte e l’esito della psicoterapia. Un tipo di disegno sperimentale è quello di rafforzare o meno le aspettative dei pazienti, almeno per un certo tempo, e di studiarne poi l’impatto sui risultati della terapia. In questo caso però sono state sollevate delle obiezioni dal punto di vista etico, in quanto i pazienti che vengono trattati mantenendo neutrali le loro aspettative, verrebbero privati di un importante fattore terapeutico, che potenzia l’effetto del trattamento. I risultati ottenuti con il secondo approccio ribadiscono la correlazione positiva tra le aspettative di miglioramento indotte e il risultato favorevole della terapia. In particolare si è visto che i pazienti che vengono preparati alla psicoterapia attraverso un’intervista iniziale che influenza opportunamente le aspettative, ottengono migliori risultati rispetto a quelli che non ricevono alcuna preparazione. I risultati delle ricerche empiriche mostrano dunque l’esistenza di una correlazione positiva tra le aspettative di miglioramento del paziente e il cambiamento terapeutico, anche se questa relazione viene in genere interpretata in senso solo predittivo e non causale.

 

Minor gravità della sintomatologia
Per quanto riguarda i tratti psicopatologici, in genere livelli maggiori di patologia sono correlati a risultati terapeutici inferiori. Ne consegue che i pazienti che traggono maggiori benefici dalla psicoterapia sono quelli che presentano disturbi psichici meno gravi.

 

Presenza di ansia e di depressione iniziale (entro certi limiti)
Frank, il quale ritiene che la chiave del successo terapeutico risieda nel paziente, ha sottolineato l’importanza dell’ansia e della depressione iniziali, che caratterizzano lo stato di demoralizzazione, tipico di coloro che cercano la psicoterapia, come fattori che predispongono al cambiamento. Le ricerche empiriche confermano il fatto che la presenza di ansia e di depressione iniziale favorisce il successo della psicoterapia, purché queste siano contenute entro certi limiti.

 

Maggiore apertura e collaborazione
I pazienti che durante la psicoterapia si mettono maggiormente in gioco, mostrando una maggiore apertura e collaborazione, ricevono maggiori benefici rispetto a coloro che affrontano le sedute con scarso
coinvolgimento. Tali caratteristiche dipendono in gran parte dalla motivazione al cambiamento presente nel paziente e dalla sua consapevolezza nell’effettiva possibilità di poter cambiare. È noto che una maggiore partecipazione al processo terapeutico è in genere caratteristica di coloro che possiedono una motivazione intrinseca a chiedere aiuto allo specialista, contrariamente a coloro che invece possiedono una motivazione estrinseca e che si rivolgono allo psicoterapeuta solamente perché inviati da qualcun altro (familiari, medici, ecc.).

 

Altre caratteristiche del paziente
Tra le altre caratteristiche del paziente, c’è qualche indicazione del fatto che i pazienti più “graditi” ai terapisti ottengono risultati migliori. Oggi comunque l’interesse dei ricercatori sembra essersi spostato dalle caratteristiche iniziali del paziente allo studio di variabili relative al paziente valutate nel corso della terapia, e agli abbinamenti terapeuta-paziente.

 

In conclusione, le principali caratteristiche del paziente positivamente correlate all’esito favorevole della terapia sono le aspettative positive e la presenza iniziale di ansia e depressione, se contenute entro certi limiti. L’influenza di queste caratteristiche è probabilmente mediata dal loro impatto sul tipo di relazione terapeutica che contribuiscono a determinare. Oggi però le ricerche più promettenti sembrano quelle che studiano le caratteristiche dei pazienti e il loro impatto sui risultati terapeutici non in generale, ma in rapporto al tipo di terapia e alle caratteristiche del terapeuta. Inoltre sembra più facile fare previsioni, piuttosto che all’inizio della terapia, a processo terapeutico iniziato. 

 


 

   

 

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