Caratteristiche di una psicoterapia efficace

 

 

Psicoterapia efficace

Variabili legate

al processo terapeutico

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Variabili legate al processo terapeutico


Rapporto terapeutico
Il rapporto terapeutico è stato definito da Frank la pietra angolare di tutte le psicoterapie: se è buono ogni terapia funziona, se è cattivo ogni terapia fallisce. Ma se all’inizio esso era visto essenzialmente in funzione dell’applicazione delle tecniche specifiche, ad un certo punto si è affermata progressivamente l’idea che esso possa essere in sé stesso un potente agente terapeutico, indipendentemente dalla tecnica specifica utilizzata.
Ciò trova riscontro in studi retrospettivi riguardanti differenti tipi di psicoterapie, in cui i pazienti ritengono che il rapporto con il terapeuta li abbia aiutati di più che non le tecniche specifiche da lui impiegate o comunque che questo rapporto sia stato di per sé stesso un elemento fondamentale per produrre il cambiamento.
Le ricerche empiriche sulla relazione terapeutica globalmente valutata confermano l’importanza preponderante di un buon legame terapeutico nel determinare i risultati positivi della terapia, soprattutto nella percezione del paziente.
Per quanto riguarda le ricerche che hanno studiato aspetti specifici della relazione, gli elementi che dal punto di vista dei pazienti sono risultati più frequentemente correlati con l’esito positivo della terapia sono:
il coinvolgimento emotivo nel rapporto terapeutico, la sintonizzazione reciproca, la percezione del terapeuta come empaticamente comprensivo, emotivamente coinvolto e impegnato, realmente interessato, “gradito” e attraente come persona, rispettoso, collaborativo, il sentirsi accettati e rispettati dal terapeuta, la fiducia nel terapeuta, la percezione del rapporto terapeutico come “caldo”, sicuro, unico e “continuo” e la percezione dell’“alleanza terapeutica”.
Dal punto di vista del terapeuta gli elementi che appaiono maggiormente correlati all’esito positivo della terapia sono la percezione del paziente come gradito, motivato, emotivamente coinvolto e collaborativo. Le ricerche sulla percezione della relazione terapeutica da parte di osservatori non partecipanti hanno indagato soprattutto l’influenza delle “condizioni” rogersiane (empatia, calore, autenticità) sull’esito della terapia. Esse mostrano che, se queste qualità non bastano a garantire il successo terapeutico, secondo l’ipotesi originaria di Rogers, l’empatia e il calore certamente lo favoriscono. Altri elementi che sembrano avere un peso nel determinare l’esito positivo della psicoterapia sono l’“alleanza terapeutica” e la sintonizzazione reciproca.

 

Arousal emotivo
L’arousal emotivo ha caratterizzato da sempre i rituali terapeutici delle società non industrializzate ed ha un importante ruolo anche nelle moderne psicoterapie, non solo quelle che lo teorizzano come fattore terapeutico specifico, come la terapia implosiva, il flooding o la bioenergetica di Lowen, ma anche nelle altre, prima tra tutte la psicoanalisi, in cui l’arousal emotivo è principalmente legato alle emozioni vissute nella relazione terapeutica. Il ruolo dell’esperienza affettiva sembra essere quello di preparare il paziente ad un nuovo input cognitivo. È infatti noto che l’approccio cognitivo da solo non è sufficiente a garantire il cambiamento. Le ricerche empiriche sull’arousal emotivo attivato dal processo terapeutico (riguardante in particolare le emozioni positive, ma non solo quelle) confermano la sua importanza nel determinare il cambiamento. Anche la catarsi emotiva è apparsa correlata positivamente all’esito favorevole del trattamento.

 

Operazioni terapeutiche
Sono risultati correlati ai risultati terapeutici positivi, da parte del terapeuta, la focalizzazione sui problemi relativi alla vita e alle relazioni del paziente e sulle sue emozioni e anche alcune forme di intervento specifico, come l’uso del paradosso, della “confrontazione esperienziale” e in certi casi dell’interpretazione; da parte del paziente, l’internalizzazione del terapeuta.

 

Altri aspetti del processo terapeutico
Altri fattori relativi al processo terapeutico che sono risultati correlati positivamente all’esito favorevole della psicoterapia sono la presenza di interviste preparatorie, l’aderenza del terapeuta ad un modello di terapia (indipendentemente da un modello specifico) e, tra i fattori temporali, la maggior durata del trattamento.
Nel complesso la maggior parte delle variabili relative al processo terapeutico, che sono risultate correlate all’esito positivo della psicoterapia nelle ricerche empiriche, è costituita da fattori comuni legati
al rapporto terapeutico. Le ricerche empiriche sul processo terapeutico confermano dunque ciò che tutti i terapeuti sanno, e cioè il fatto che la qualità della relazione terapeutica e le emozioni legate ad essa sono un elemento centrale nel determinare il cambiamento, indipendentemente dalla tecnica specifica utilizzata dal terapeuta. Va ricordato comunque che i fattori sopraindicati sono difficilmente separabili, in quanto si influenzano a vicenda, secondo una relazione di tipo circolare. Il loro impatto relativo varia a seconda del tipo di trattamento, ma essi sono sempre presenti in qualunque tipo di psicoterapia.

 


 

   

 

Compliance, adesione, aderenzaCompliance, adesione, aderenza
I punti critici della relazione terapeutica

Autore Giuseppina Majani
Editore McGraw-Hill Companies, 2001

Un’ottima prescrizione può non funzionare se non viene seguita dal paziente. Il paziente può non seguire la cura perché non la capisce, non la condivide, ne è spaventato, non si sente compreso e appoggiato o per mille altri motivi, fra i quali, paradossalmente, la paura di guarire. Alcuni medici e psicologi, non sapendo come agire, accusano il paziente (manifesta “resistenze”, non collabora, non è motivato). Quest’ultimo diventa, pertanto, l’unico responsabile del fallimento terapeutico. D’altra parte, il paziente, a volte, accusa il terapeuta di aver proposto cure che non funzionano o che sono dannose, magari senza averle neppure provate. In altri casi, colpevolizza la sua malattia (inguaribile e incompresa). Sulla compliance, ovvero l’aderenza alle cure e alle indicazioni terapeutiche del medico e dello psicologo, si gioca non soltanto il successo di un trattamento, ma anche lo sviluppo della relazione terapeutica stessa.

 

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