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Variabili legate al terapeuta
Moltissime ricerche hanno cercato di individuare le caratteristiche del
terapeuta più efficace, che sono risultate essere: 1) Equilibrio emotivo 2)
Capacità di instaurare un rapporto terapeutico empatico e caldo 3) Competenza a
prescindere dalla tecnica specifica 4) Aspettative prognostiche positive,
corrispondenti a quelle dei pazienti.
Equilibrio emotivo del terapeuta
Anche se non è dimostrato che l’avere effettuato una terapia personale migliori
i risultati terapeutici, sembra ormai assodato che se lo psicoterapeuta non
possiede determinate caratteristiche di personalità, il suo intervento risulterà
con ogni probabilità inefficace e persino controproducente. Ciò anche nel caso
in cui il terapeuta possieda ampie conoscenze teoriche e abbia acquisito una
buona abilità operativa. Questo perché il cambiamento terapeutico della
personalità del paziente, dipende fondamentalmente non dalle teorie e dalle
tecniche, ma dallo psicoterapeuta che le utilizza, mediandole, potenziandole o
limitandole con le proprie caratteristiche e peculiarità personali [Foglio Bonda
P., 1992].
Capacità di instaurare un rapporto terapeutico empatico e
caldo
In psicoterapia sono stati soprattutto Carl Rogers e il movimento da lui ispirato a
partire dagli anni Cinquanta a porre l'empatia al centro dell'interesse clinico,
considerandola una delle tre condizioni necessarie e sufficienti per il
cambiamento psicologico [Rogers, 1957].
L'empatia era intesa da Rogers come la
capacità di entrare nel mondo personale del cliente in modo così intimo da poter
capire non solo quello che egli prova coscientemente, ma anche ciò che si trova
al di sotto della sua consapevolezza, e come la capacità del terapeuta di
comunicare la sua comprensione dei sentimenti e dei pensieri del cliente, usando
un linguaggio sintonizzato sul suo: “Sentire il mondo più intimo dei valori
personali del cliente come se fosse proprio, senza però mai perdere la qualità
del "come se", è empatia” [Rogers,1951].
A partire dagli anni ’60 per trent’anni
un enorme numero di ricerche empiriche ha cercato di verificare l’ipotesi di
Carl Rogers secondo cui le tre condizioni facilitanti offerte dal terapista,
empatia, calore e autenticità avrebbero rappresentato le condizioni necessarie e
sufficienti per un trattamento efficace, indipendentemente dalla tecnica
specifica impiegata. L’ipotesi, inizialmente verificata, è stata in seguito
ridimensionata, nel senso che si è visto che empatia e calore favoriscono i
risultati positivi della terapia, ma non è dimostrato che siano condizioni
sufficienti per il buon esito di essa. Col tempo comunque è apparso evidente il
fatto che queste caratteristiche (talora assimilate al concetto di “alleanza
terapeutica”) non sono delle qualità stabili del terapista, ma piuttosto delle
qualità della relazione terapeutica, e come tali variabili a seconda della
particolare relazione.
Competenza a prescindere dalla tecnica specifica
È interessante notare che le ricerche mostrano solo un debole rapporto tra
maggiore esperienza del terapeuta e risultati positivi della terapia, se non si
distingue il tipo di pazienti. Il training e la capacità del terapeuta diventano
però più importanti quanto più gravi e cronici sono i disturbi del paziente. In
queste ricerche è comunque difficile distinguere le diverse variabili per cui ad
esempio è possibile che la minore esperienza dei terapeuti giovani venga
compensata da un maggiore interesse per il paziente e per il trattamento,
fattori a loro volta correlati con i risultati terapeutici positivi.
Aspettative del terapeuta
In passato varie ricerche empiriche hanno rilevato una correlazione positiva tra
le aspettative prognostiche favorevoli del terapeuta, sia in generale che
riferite ai singoli pazienti, e l’esito positivo della psicoterapia. L’influenza
delle aspettative del terapeuta sui risultati terapeutici è stata spiegata
attraverso vari meccanismi, tra cui quello della “profezia autoadempientesi”, in
cui una falsa interpretazione della situazione determina comportamenti che la
rendono vera, oppure le leggi del condizionamento operante. Successive revisioni
della letteratura non hanno confermato l’influenza delle aspettative del
terapeuta sull’esito della terapia, forse anche a causa di problemi
metodologici, come il fatto che le aspettative del terapeuta cambiano in
rapporto all’evolversi della relazione, mentre è oggi emersa come promettente
area di ricerca quella relativa alle intenzioni del terapeuta. Nel complesso si
può dire che, mentre le aspettative del terapeuta possono predire i risultati
positivi della psicoterapia, questa correlazione si rafforza quando vi è
corrispondenza tra le aspettative positive del paziente e del terapeuta.
Abbinamenti terapeuta-paziente
La ricerca sull’influenza dell’atteggiamento del terapeuta sull’esito della
terapia si è ad un certo punto focalizzata sulla diade terapeuta-paziente,
cercando di individuare il tipo di terapeuta più adatto per un certo tipo di
pazienti. Le prime ricerche in questo senso distinsero i terapeuti di tipo A,
più attivi e più inclini ad esprimere opinioni personali in terapia, che avevano
un miglior successo con i pazienti schizofrenici, dai terapeuti di tipo B, più
passivi e inclini ad usare l’interpretazione, i quali avevano meno successo con
questi pazienti. Anche queste ricerche hanno stimolato vent’anni di ricerche
successive, che hanno alla fine messo in discussione il valore predittivo della
tipologia A-B, mentre appariva più fruttuoso studiare altri tipi di abbinamenti
terapista-paziente, basati sulla similarità, sulla compatibilità o sulla
complementarità di singole variabili più che su dimensioni globali della
personalità del terapeuta. Ad esempio tra le variabili cognitive sembra avere un
impatto positivo sui risultati terapeutici la similarità di stili cognitivi. Per
quanto riguarda altre dimensioni di personalità il rapporto è più complesso, nel
senso che a volte appare correlata a migliori risultati la compatibilità, come
nel caso degli stili interpersonali, altre volte la complementarità. Ad esempio
i pazienti dipendenti migliorano di più se trattati da terapeuti orientati
sull’autonomia. In conclusione il dato principale che emerge dalle ricerche che
cercano di individuare le caratteristiche del terapeuta efficace è il fatto che
i terapeuti che sono in grado di instaurare un rapporto terapeutico empatico e
caldo ottengono migliori risultati. Le aspettative del terapeuta mantengono
probabilmente una certa importanza nell’influenzare l’esito della terapia, ma
esse variano nel corso del trattamento. Per il resto, più che le qualità del
terapeuta, sembrano predire migliori
risultati determinati abbinamenti terapeuta-paziente. In particolare
l’esperienza del terapeuta sembra un fattore prognostico favorevole quanto più i
disturbi del paziente sono gravi e cronici. Comunque man mano che
l’atteggiamento del terapeuta è apparso sempre più inscindibile da quello del
paziente, la ricerca sull’influenza dell’atteggiamento del terapeuta
nell’operare il cambiamento terapeutico si è spostata sullo studio della
relazione terapeutica.
Psicoterapie
«Folli»
Conoscerle e difendersi
Autore Margaret Thaler Singer; Janja Lalich
Traduttore C. Calovi
Editore Centro Studi Erickson, 1998
La crescente popolarità delle filosofie New Age, della magia e di tutto ciò che
è "alternativo", così come le recenti iniziative per il controllo e la
regolamentazione nel campo della salute mentale, evidenziano la necessità di
principi e indicazioni per valutare la fondatezza scientifica e i possibili
effetti - positivi e negativi - di alcuni metodi "esoterici" oggi in voga. Non
solo quelli più strani e inverosimili, ma anche quelli che apparentemente
sembrano avere una base razionale, però di fatto inesistente. È un’esigenza a
cui si propone di rispondere questo libro, rivolto a psicologi, psicoterapeuti e
altri operatori di aiuto, nonché direttamente ai loro pazienti, specialmente a
quelli curiosi di conoscere approcci non convenzionali alla salute mentale e che
quindi possono andare incontro a rischi di delusione, se non di vera e propria
truffa o raggiro.
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Ricerca in psicoterapia @Psicoweb
Introduzione - Per una psicoterapia efficace
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in psicoterapia: I fase -
Ricerca in psicoterapia: II fase
Variabili correlate al buon esito della psicoterapia
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