Sándor Márai 

 

  Sándor Márai

Košicem 1900 - San Diego 1989
Scrittore e giornalista ungherese 

Aforismi e aforisti - Aforismario

 

 

"Vivo completamente solo, dunque non mi annoio". 

Diario 1984-1989 (postumo 1997)


 

Non esiste un "cattivo matrimonio". Ogni matrimonio è uguale agli altri, né buono né cattivo: è un matrimonio.

 

Lo scrittore che al giorno d'oggi tenti di scrivere qualcosa di diverso da ciò che i grandi industriali della letteratura di consumo fanno ingurgitare al lettore somiglia a uno cui manchi una gamba, il quale con le sue protesi tenti di iscriversi come centometrista a una corsa.

 

La nascita non è un'esperienza, giacché è accidentale − si verifica e basta, senza alcuna intenzione. La morte è un'esperienza, perché si verifica anche andando contro le nostre intenzioni.

 

Ogni cattiva intenzione è più rassicurante che spaventosa: ci conferma, per lo meno, che l'uomo è capace, in qualsiasi momento, di compiere qualsivoglia malvagità. Nessuna sorpresa!

 

La vita è un fatto casuale, non possiede né un senso né uno scopo. La morte è la conseguenza necessaria di un fatto casuale e non possiede, a propria volta, né un senso né uno scopo.

 

La libertà è un'impresa privata. Non esiste una libertà istituzionale. Giorno dopo giorno ciascuno è solo e può essere libero − in un modo o nell'altro − unicamente grazie alle proprie forze. E sempre per poco.

 

Il grande fallimento nella vita, non consiste nello scoprire da ultimo che ci siamo sbagliati. Ancora più deprimente è accorgersi che non possiamo far altro che sbagliare. 

 


 

   

 

L' ultimo donoL' ultimo dono
Diari 1984-1989

Autore Sándor Márai
Curatore M. D'Alessandro
Editore Adelphi, 2009

Nel 1984 Márai ha ottantaquattro anni, e vive negli Stati Uniti da più di trenta. Fra il gennaio del 1984 e il febbraio del 1989 scompaiono i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo. Ma soprattutto muore Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell'Oceano, a proseguire un'esistenza che ormai non ha più senso. Sándor Márai scrive l'ultima frase il 15 gennaio del 1989: "Aspetto la chiamata alle armi. Non la sollecito, ma neppure la rinvio. È arrivato il momento". Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi dopo la morte di Lola, si uccide.  

 

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