Sergio Quinzio

 

 

Sergio Quinzio

Alassio 1927 - Roma 1996

Teologo, esegeta e aforista italiano

La croce e il nulla, 1984

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LUOGHI E MORTE

 

La mancanza di volontà di vivere, che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.

 

EBRAISMO

 

Un unico popolo non ha potuto accettare la croce, perché è l'unico che nel suo attaccamento alle concrete promesse che Dio fa al giusto ne ha sentito la spaventosa, l'insostenibile assurdità.

 

CRISTIANESIMO

 

Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.

 

IN PHILOSOPHOS

 

Come le molte e complicate leggi in politica, così i molti e complicati libri sono segni indiscutibili di decadenza.

 

Dove non ci sono domande è inutile mettere risposte, ma è inutile anche farsi domande quando non si ha più nessuna speranza di pervenire a vere risposte.

 

La forza capace di dire parole vere è la stessa che è necessaria per tacere, per non parlare troppo, per non analizzare interminabilmente, per spezzare il cerchio.

 

NICHILISMO

 

Certo non la pietà, non l'umiltà, non l'ingenuità, non la debolezza possono salvarci, ma forse il disporsi con orrore a povere, sconfitte e disperate cose come queste.

 

Il nichilismo è inseparabile da un grande amore per la vita, perché un grande amore per la vita è inseparabile da una più che disperata delusione.

 

Il nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il nulla.

 


   

 

La croce e il nullaLa croce e il nulla

Autore: Sergio Quinzio
Editore: Adelphi, Milano, 2006

 

Come in opere precedenti aveva interrogato e sondato le Scritture, Quinzio interroga qui la storia del cristianesimo, «prototipo e madre della storia moderna». E l’argomentazione coinvolge tutto il moderno, in quanto esso è «post-cristiano e anti-cristiano, nel senso che sta in luogo del cristianesimo, risponde in qualche modo alle aspettative di salvezza cristiana storicamente deluse». Sono squarci rapidi, brucianti, pagine che non si appagano di tracciare linee di una storia della cultura: anzi, la loro intenzione è quella di mettere in questione la cultura stessa, svelandola come relitto di un secolare naufragio. In questa prospettiva, non sussiste un processo evolutivo nella storia, se non nel senso che il tempo acuisce progressivamente l’eccesso delle contraddizioni – e queste si riconducono a un’unica fonte: la necessità della salvezza e il suo continuo sfuggire.

 

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di Sergio Quinzio vedi anche: Dalla gola del leone

 

 

 

 

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