Sigmund Freud

 

Sigmund Freud

Příbor 1856 - Londra 1939
Neurologo e psicoanalista austriaco

Il motto di spirito

Aforismi e Citazioni - Aforismario

 

 

Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio


Der Witz und seine Beziehung zum Unbewußten, 1905

 

Quando non è fine a sé stesso, cioè non è innocente, il motto è subordinato a due sole tendenze, che a loro volta possono essere viste come unitarie: esso è o un motto ostile (al servizio dell'aggressione, della satira, della difesa) o un motto osceno (al servizio della denudazione).

 

Si ricorre al motto tendenzioso con speciale predilezione per poter aggredire e criticare persone altolocate che pretendono di esercitare un'autorità. In questi casi il motto è una ribellione contro questa autorità, una liberazione dall'oppressione che essa esercita.

 

Possiamo dire forte e chiaro ciò che questi motti sussurrano: i desideri e le brame dell'uomo hanno diritto di far sentire la loro voce accanto alle rigide pretese della morale; e ai nostri giorni si è detto, con enfasi e persuasiva, che questa morale è solo il precetto egoistico dei pochi ricchi e potenti che in ogni tempo possono soddisfare senza indugio i loro desideri.

 

Il bisogno dell'uomo di ricavare piacere dai suoi processi mentali ricrea sempre nuovi motti che poggiano sui nuovi interessi del giorno.

 

Il pensiero cerca il travestimento dell'arguzia perché in tal modo si raccomanda alla nostra attenzione, può sembrarci più significativo, più valido, ma soprattutto perché questa veste corrompe e disorienta la critica.

 

Ogni motto richiede un proprio pubblico, e ridere degli stessi motti è prova di una vasta concordanza psichica.

 

Esempi di motti di spirito


Una selezione di motti di spirito, battute, storielle ebraiche, giochi di parole, ecc. presi come esempio da Sigmund Freud nel suo tentativo di fornirne una spiegazione psicologica.

 

Come è vero Dio, signor dottore, stavo seduto accanto a Salomon Rotschild* e lui mi ha trattato proprio come un suo pari, con modi del tutto familionari. (Heinrich Heine, I bagni di Lucca, 1830) *Un noto e ricco banchiere tedesco  (1774-1855).

 

Questa donna assomiglia in molti aspetti alla Venere di Milo: anch'essa è straordinariamente vecchia, è anch'essa senza denti e ha qualche macchia bianca sulla superficie giallastra del corpo. (Heinrich Heine).

 

Heinrich Heine si trovava sul letto di morte. Quando il prete lo richiamò dolcemente al pensiero della grazia di Dio, facendogli sperare di trovare presso Dio il perdono dei suoi peccati, il poeta avrebbe risposto: "Sicuro che mi perdonerà; è il suo mestiere".

 

Ho viaggiato tête-à-bête con lui. (Signor N., probabilmente Josef Unger, 1828-1913, presidente della Corte suprema di Giustizia molto noto in Austria)

 

Il tenore di vita dei coniugi X è piuttosto elevato; secondo alcuni il marito deve avere guadagnato molto ed essersi poi un po' adagiato, secondo altri è invece la moglie che si è un po' adagiata e così ha guadagnato molto. (Daniel Spitzer)

 

"Come va?" chiese il cieco allo zoppo. "Come vede...", rispose lo zoppo al cieco. (Georg Lichtenberg)

 

Un medico, allontanandosi dal letto di una malata, dice scuotendo il capo al marito che l'accompagna: "Sua moglie non mi piace". "Anche a me non piace, e da tempo!".

 

Due ebrei si incontrano nelle vicinanze del bagno pubblico. "Hai preso un bagno?" domanda il primo. "Perché −replica l'altro − "ne manca uno?".

 

Un signore decaduto ottiene in prestito 25 fiorini da un conoscente benestante, descrivendogli a fosche tinte il suo stato miserevole. Non passa un giorno e il suo benefattore lo incontra al ristorante, davanti a un piatto di salmone con maionese. E lo rimprovera: "Ma come, lei mi chiede del denaro in prestito e poi ordina del salmone con maionese. A questo dunque serviva il mio denaro?" − Proprio non la capisco − risponde l'accusato. − Se non ho denari non posso mangiare salmone con maionese. Se ho denari, non devo mangiare salmone con maionese. Ma allora, quand'è che riuscirò a mangiare salmone con maionese?".

 

Un commerciante di cavalli raccomanda al cliente un cavallo da corsa: "Se prende questo cavallo e monta in sella alle quattro del mattino, alle sei e mezza sarà già a Presburgo". − "E che ci faccio a Presburgo alle sei e mezza del mattino?".

 

Sua Altezza Serenissima fa un viaggio attraverso i suoi Stati e nota tra la folla un uomo che, nell'aspetto imponente, gli assomiglia in modo straordinario. Gli fa cenno di accostarsi e gli domanda: "Vostra madre è stata a servizio a Palazzo, vero?". 'No, Altezza − è la risposta, − ma c'è stato mio padre".

 

Due ebrei discorrono di bagni: "Io faccio un bagno all'anno − dice uno, − che ne abbia o no bisogno.

 

Un ebreo nota sulla barba dell'altro qualche residuo di cibo. "Io so che cosa hai mangiato ieri". − "Ebbene, dillo". − "Lenticchie". − "Sbagliato: ieri l'altro!".

 

Una moglie è come un parapioggia. Poi però si prende una vettura di piazza.

 

Due uomini d'affari poco scrupolosi erano riusciti ad ammassare una grossa fortuna per mezzo di iniziative spericolate: ora si trattava dì farsi accogliere nella buona società. Tra i vari mezzi, sembrò loro opportuno farsi ritrarre dal pittore più celebre e costoso della città, i cui dipinti erano considerati ogni volta un avvenimento. Le preziose tele furono mostrate per la prima volta al pubblico durante una grande "soirée", ed i due padroni di casa accompagnarono personalmente il conoscitore d'arte e critico più influente verso la parte del salone dove i due quadri stavano appesi uno accanto all'altro, ansiosi di strappargli un giudizio ammirato. Il critico osservò a lungo i ritratti, poi scosse la testa come se il conto non tornasse e si limitò a domandare, indicando lo spazio vuoto tra le due tele: "And where is the Saviour?" (E il Redentore dov'è?).

 

La differenza tra professori Ordinari e professori Straordinari consiste nel fatto che gli ordinari non fanno nulla di straordinario e gli straordinari non fanno niente che sia anche solo ordinario.

 

Un signore entra in una pasticceria e ordina una torta; subito dopo però la restituisce e chiede in cambio un bicchierino di liquore. Lo beve e fa per andarsene senza pagare. Il padrone lo ferma. "Che vuole da me?" − "Deve pagare il liquore" − "Ma se le ho dato in cambio la torta!" − "Già, ma la torta non l'ha mica pagata". − "Già, ma non l'ho mica mangiata".

 


 

   

 

Il motto di spiritoIl motto di spirito
Autore Sigmund Freud
Traduttore S. Daniele; E. Sagittario
Editore Bollati Boringhieri, 1975

 

"Sua altezza serenissima fa un viaggio attraverso i suoi Stati e nota tra la folla un uomo che, nell'aspetto imponente, gli somiglia in modo straordinario. Gli fa cenno di accostarsi e gli domanda: Vostra madre è stata a servizio a Palazzo, vero? - No, Altezza - è la risposta -, ma c'è stato mio padre." Questa è solo una delle storielle che fanno parte della nutrita rassegna di esempi con cui Freud illustra come il "motto di spirito" trasformi i privati e tormentosi "giochi proibiti" del nostro inconscio nel più gustoso ed esilarante gioco di società che gli uomini inventano per dare espressione alle loro profonde e inconfessate inclinazioni.

 

internet bookshop Trova i libri di Sigmund Freud su internet bookshop

 

di Sigmund Freud vedi anche: Citazioni dalle opere - L'interpretazione dei sogni - Il motto di spirito - Citazioni ateistiche - Il lettino analitico - Vedi, inoltre, citazioni sulla Psicoanalisi e la Psicologia

 

 

 

 

Aforismario Home Page - Diventa fan di aforismario su facebook

Citazioni per autore - Citazioni per argomento - Avvertenze - Contatti - Torna su