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Storia
dell'aforisma
Definizione ed evoluzione del termine "aforisma" Caratteristiche dell'aforisma - Glossario aforistico |
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"Gli aforismi sono essenzialmente un genere di scrittura aristocratico. L'aforista non argomenta, asserisce; e implicito nella sua asserzione è il convincimento che egli sia più saggio e più intelligente dei suoi lettori". Wystan Auden Storia dell'aforisma
"La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile. Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne".
"Per le malattie estreme i trattamenti estremi sono i più efficaci".
"Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro".
In quest'opera, che riscontrò notevole successo a partire dalla prima edizione a stampa avvenuta nel 1559, l'imperatore e filosofo romano trascrisse le sue riflessioni ed osservazioni su svariati argomenti per lo più di natura etica: la condotta dell'uomo con sé stesso e gli altri, il suo atteggiamento nei confronti della vita e della morte, del destino e della sofferenza, ecc. Questi alcuni esempi:
"Spesso compie un'ingiustizia non solo chi fa, ma anche chi non fa qualche cosa".
"Non discutere più di come debba essere l'uomo per bene, ma siilo".
"A leggere e a scrivere non sarai mai maestro se non sei stato prima allievo. E tanto meno a vivere".
Nel corso dei secoli successivi, la scrittura aforistica andò lentamente diffondendosi, anche se il termine "aforismi" continuò ad essere usato per molto tempo (almeno fino alla seconda metà dell'Ottocento) esclusivamente in ambito tecnico-scientifico. Si vedano a tal proposito gli Aforismi politici (1659) del politologo inglese James Harrington; gli Aforismi dell'arte bellica (1670) del condottiero italiano Raimondo Montecuccoli; gli Aphorismi de cognoscendis et curandis morbis (1709) del medico olandese Hermannus Boerhaave.
La massima
Su tutte, si ricordino: le
Massime (1664/78) di
La Rochefoucauld;
I caratteri (1688) di
La Bruyère; Riflessioni e massime
(1746) di
Vauvenargues e Massime
e pensieri (1795) di
Chamfort.
Il frammento
L'aforisma come genere letterario
"L'aforisma, la sentenza, in cui io sono il primo dei maestri tedeschi, sono le forme dell'"eternità"; la mia ambizione è quella di dire in dieci proposizioni quel che ogni altro dice in un libro – quel che ogni altro non dice in un libro...". Peraltro, Nietzsche aveva già usato la scrittura aforistica come forma espressiva in tutte le sue opere da Umano, troppo umano (1878) in poi, pur consapevole della difficoltà che tale scrittura potesse creare nel lettore per la comprensione del testo; scrive infatti nella prefazione alla Genealogia della morale (1887): "[...] In altri casi presenta difficoltà la forma aforistica: ciò è dovuto al fatto che oggigiorno non si dà sufficientemente importanza a questa forma. Un aforisma, modellato e fuso con vigore, per il fatto che viene letto non è ancora "decifrato"; deve invece prendere inizio, a questo punto, la sua interpretazione, per cui occorre un'arte dell'interpretazione". Nietzsche apre dunque la strada all'uso del termine "aforisma" anche in senso letterario, anche se ufficialmente possiamo dire che ciò avvenne nel 1902, quando il filologo tedesco Albert Leitzmann pubblica in volume le osservazioni e i pensieri di Georg Lichtenberg con il titolo di Aforismi.
L'aforisma nel '900
Talvolta la donna è un utile surrogato dell'onanismo. Naturalmente ci vuole un sovrappiù di fantasia. Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909
Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio. Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957
In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie. Ennio Flaiano, Taccuino del marziano, 196o (postumo, 1974)
Intorno a un tema come l’aforisma – e più in generale tutte le “forme brevi” della letteratura – si sono raccolti i maggiori esperti con lo scopo di darne, per la prima volta, una definizione che renda conto della sua complessità. Forma di scrittura e di pensiero, l’aforisma è un tema che attraversa molteplici spazi disciplinari; il risultato di questi incontri è una combinazione di differenti punti di vista dall’indubbio rilievo scientifico: alle voci di italianisti, filologi e specialisti delle diverse lingue si alternano quelle dei filosofi e dei semiologi, a loro volta integrate dalla testimonianza di due noti scrittori di aforismi. Il libro costituisce un apporto prezioso: un’opera come questa mancava infatti nel panorama della cultura italiana, attenta solo da pochi anni al problema delle “forme brevi”.
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