Totò

(Antonio de Curtis)

Napoli 1898 - Roma 1967

Attore, comico, sceneggiatore e poeta italiano

Aforismario

 

Fermo con le mani, 1937


Toglimi una curiosità, tuo zio è sempre morto?

 

La mia faccia non mi è nuova, ce l'ho da quando sono nato.

 

Parli come badi, sa!

 

San Giovanni decollato, 1940


Che cosa ho chiesto a San Giovanni? Un terno? una quaterna? una cinquina? Niente di tutto questo, ma una sciocchezzuola, una bazzecola, una quisquilia, una pinzillacchera: far cadere la lingua a mia moglie.

 

Lo stomaco mi funziona benissimo: non ho appetito perché sono dissidente.

 

Non so leggere, ma intuisco.

 

Due cuori fra le belve, 1943


L'uomo discende dalla scimmia. Io no perché sono raccomandato.

 

Il ratto delle sabine, 1945


Aristofane è morto? E quando è successo? Duemila anni fa? Dio, come passa il tempo.

 

I due orfanelli, 1947


Chi dice che i soldi non fanno la felicità, oltre a essere antipatico, è pure fesso.

 

Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra.

 

Fifa e arena, 1948


Io non rubo, integro. D'altra parte in Italia chi è che non integra?

 

A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?

 

Sono ghiotto di ossibuchi, ma mangio solo il buco perché l'osso non lo digerisco.

 

Totò al Giro d'Italia, 1948


Si dice che l'appetito vien mangiando, ma in realtà viene a stare digiuni.

 

Totò cerca casa, 1949


Lei vuole sposare mia figlia? No, non se ne fa niente: a me i generi non interessano, a meno che non siano alimentari.

 

La vedova è la moglie di un cadavere.

 

Signora, ma come, lei si spoglia così davanti a un uomo maschile?

 

Futurista? impressionista? realista? Veramente io sono socialdemocratico monarchico napoletano.

 

Lei è venuto per un decesso? Ho capito, vada in fondo in destra.

 

Totò Le Mokò, 1949


Io sono integro e puro, sia di corpo che di spirito: non ho commesso peccati né di carne né di pesce.

 

Lei è un cretino: si specchi, si convinca.

 

Totò cerca moglie, 1950


Vorrei una moglie, possibilmente di prima mano.

 

Signora, sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.

 

Totò sceicco, 1950


È vero, ho rubato per venticinque anni, ma l'ho fatto per alleviare le sofferenze di un orfano, povero, senza casa, senza madre, né padre: io.

 

Ho cercato di fermarlo con la forza, c'è stato un vero colluttorio.

 

Totòtarzan, 1950


Lei la faccia del cretino ce l'ha: s'informi.

 

Cara, di cognome ti chiami Ranocchia? Vieni, andiamo a fare un girino.

 

Sono un uomo della foresta, un forestiero.

 

La civiltà è avere tutto quello che vuoi quando non ti serve.

 

Totò terzo uomo, 1951


Si dice che l'occasione fa l'uomo ladro, ma anche per la donna non ci metterei la mano sul fuoco.

 

Vorrei un caffè corretto con un po' do cognac, più cognac che caffè... anzi, giacché si trova, mi porti solo una tazza di cognac e non se ne parla più.

 

Non bevi, non fumi, non vai con le donne; lo vuoi un consiglio? Sparati?

 

Totò a colori, 1952


La serva serve, soprattutto se è bona, serve eccome!

 

Parli come badi!

 

Ogni limite ha una pazienza.

 

Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo.

 

Totò e Carolina, 1953


Nella vita non siamo mai soli, abbiamo sempre qualche appendicite.

 

Un turco napoletano, 1953


Mi sono seduto su una sedia che aveva un chiodo sul fondo e mi sono fatto male ai paesi bassi.

 

Il medico dei pazzi, 1954


Non sono cretino, sono stato cretino un solo giorno: quello del matrimonio.

 

Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito.

 

Miseria e nobiltà, 1954


Io non faccio il cascamorto, se casco, casco morto per la fame.

 

Totò cerca pace, 1954


Avete fatto caso che l'ultima domenica di Carnevale i cimiteri sono un mortorio?

 

Però... per essere una parente è gentile... sembra un'estranea.

 

Dagli amici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io.

 

Totò all'inferno, 1955


Se ho fornicato? Io nella vita ho fornicato sempre, mi chiamavano il fornichiere!

 

Lei ha trentaquattro denti? Allora è bisestile.

 

Siamo uomini o caporali?, 1955


A Napoli ho conosciuto una famiglia che di cognome faceva Ossobuchi: era importata da Milano.

 

Ho preso una botta al malleolo del cervello e per poco non mi veniva la meninge. Ma pensiamo alla salute.

 

La banda degli onesti, 1956


Ho mandato mia moglie e i miei figli a un funerale, così si divagano un po'.

 

Totò, lascia o raddoppia?, 1956


Che mani meravigliose che ha! Ma, mi dica, sono proprio le sue?

 

Totò, Peppino e i fuorilegge, 1956


Mia moglie è peggio che brutta: è racchia.

 

Non ho paura dei rospi perché sono abituato a mia moglie.

 

Mia moglie è un tipo apprensivo: sta sempre ad Anzio per me.

 

Io la cena fredda la lascio riscaldare: a me la cena fredda piace calda.

 

Sei un cafone, hai agito con modi interurbani.

 

Io e il mio amico siamo ricchi sfondati; io sono il ricco, lui lo sfondato.

 

Totò, Peppino e... la malafemmina, 1956


Adesso che siamo a Milano, andiamo a vedere il famoso Colosseo.

 

Sono napoletano, membro della CNEF: 'cca nisciuno è fesso.

 

Più conosco gli uomini, più amo le bestie.

 

La lettera scritta da Totò & Peppino De Filippo

 

Totò a Parigi, 1958


Signore, scusi se mi disturba!

 

La mia fame è atavica: vengo da una dinastia di morti di fame!

 

Non tutti i mali vengono per suocere!

 

I tartassati, 1959


Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.

 

Totò, Eva e il pennello proibito, 1959


Non mi uccida, sono figlio unico!

 

Lei è un cretino, s'informi! (Citazioni errate)

 

Chi si ferma è perduto, 1960


Lei è la sorella? E da quanto tempo?

 

Sono vent'anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai. Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!

 

Signori si nasce, 1960


La vita... è una cambiale.

 

La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.

 

Signori si nasce, cretini si muore.

 

Signore si nasce, e io lo nacqui, modestamente.

 

Era una donna meravigliosa, con gli occhi verdi, i capelli rossi, l'abito azzurro e le scarpe gialle. Volete sapere come è andata a finire? In bianco.

 

Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi, 1960


Vi conoscete appena e già volete sposarvi? E che è, un matrimonio tra telegrafisti?

 

Totòtruffa 62, 1961


Vuole vedere il mio curriculum? Ma qui, davanti a tutti? No, non posso... ci sono delle signore.

 

Non mi guardi con quegli occhiacci... lei con quegli occhi mi spoglia... Spogliatoio!

 

Lo so, dovrei lavorare invece di cercare fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro.

 

Totò, Peppino e la dolce vita, 1961


Diamoci alle orge, facciamocela questa orgiata. Orgiata per due!

 

I due marescialli, 1962


Lo so, sono vigliacco, ma sono vivo: meglio un vigliacco vivo che un coraggioso morto.

 

Totò contro Maciste, 1962


Non sono brutto, ma mi arrangio.

 

Io prode? No, a me non mi prode nulla.

 

Elena di Troia... Troia... Troia: questo nome non mi è nuovo.

 

Il comandante, 1963


La vita è una lotta continua e discontinua.

 

Il monaco di Monza, 1963


Abbiamo vegliato la salma per tutta la notte; è stato un veglione.

 

Lei discende dai Borboni? Allora siamo parenti: da piccolo in casa tenevo un barboncino.

 

C'è libero accesso? Va bene, ma in questo momento non ho bisogno.

 

Che fine ha fatto Totò baby?, 1964


Lei è vedovo di moglie? Colgo l'occasione per farle le mie congratulazioni.

 

I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.

 

Totò d'Arabia, 1965


Donne, non scappate davanti a me; ché, mi avete preso per uno spaventapassere?

 

Sono caduto e mi sono fatto male al vòmero.

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Totò è sempre TotòTotò è sempre Totò
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Autore Valentina Pattavina
Curatore Lello Arena
Editore Einaudi, 2008

 

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Poesie di Totò

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